Il sindacato FISI promuove per il 1° maggio 2026 ad Assisi una giornata che sceglie di sottrarsi alla ritualità vuota e di restituire al Primo Maggio un significato più pieno, umano e concreto.
“Chiamata alle Arti” nasce come incontro tra lavoro, memoria, cultura, partecipazione e bellezza, dentro un tempo storico nel quale l’odio viene spesso alimentato, il pensiero critico marginalizzato e la dimensione comunitaria impoverita.
Non una semplice cornice artistica, dunque, ma una scelta precisa: riportare l’arte, la parola, la musica e la presenza viva delle persone dentro il senso profondo del lavoro e della dignità sociale. La scelta di Assisi non è casuale.
Assisi rappresenta, anche simbolicamente, un luogo in cui la pace può tornare a essere una pratica e non una formula retorica.
È in questa direzione che FISI ha già indicato il cuore dell’iniziativa: disertare l’odio, difendere l’immaginazione e la bellezza, affermare che la pace non si invoca ma si crea con l’arte. È un’impostazione coerente con il profilo pubblico del sindacato, che insiste sulla dignità dei lavoratori, sulla tutela dei diritti fondamentali e su una visione umanista della rappresentanza.
La giornata, ospitata al Camping Fontemaggio di Assisi, si aprirà al mattino con la “Passeggiata Erboristica di Primavera” insieme a Selvatica Erborista, Luca e Federica, raccoglitori di erbe spontanee. Seguiranno l’introduzione del Segretario Generale FISI Ciro Silvestri, il convegno del professor Loreto Giovannone su “Dall’Unità d’Italia alla Rivoluzione del 1 Maggio a Chicago” e la mostra di arte contemporanea curata da Giuliana Baldoni e Fabio Berlenghini, dal titolo “La Bellezza contro la Guerra”.
Il pomeriggio sarà invece dedicato alla musica, alla danza e alla partecipazione artistica diffusa, con Maurizio Leonardi, l’iniziativa “Artisti nella Musica nell’Incanto e nel Canto”, il concerto degli Odessa, le danze in cerchio con Giuliana Bruni e il “Concerto e Danze” con Cesare Vincenti, Francesco Speziali, Giorgio Panico e Francesco Ciarfuglia.
Accanto ai momenti culturali e artistici, il programma prevede anche una dimensione conviviale e comunitaria, con il pranzo sociale e con l’organizzazione logistica presso il campeggio.
È un elemento tutt’altro che secondario, perché restituisce al Primo Maggio anche il suo significato originario di incontro, relazione, riconoscimento reciproco. In un tempo che divide, isola e riduce tutto a consumo o propaganda, la FISI prova a rimettere al centro la comunità, il lavoro che pensa, il corpo che crea e una cultura che non si arrende alla bruttezza del presente.
FISI invita lavoratori, artisti, studenti, cittadini e realtà associative a partecipare a questa giornata ad Assisi, nella convinzione che la difesa del lavoro non possa essere separata dalla difesa dell’umano e che senza immaginazione, senza bellezza e senza relazioni vive non possa esistere alcuna vera pace sociale.















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