Un anno fa scrissi una lettera pubblica a Benjamin Netanyahu.
La scrissi perché non volevo essere complice.
La scrissi perché il silenzio, davanti al massacro di un popolo, è già una forma di collaborazione.
Oggi quella lettera è ancora più attuale, anzi, oggi pesa di più.
Gaza continua a morire sotto le bombe, sotto la fame, sotto l’indifferenza del mondo cosiddetto “civile”.
Muoiono bambini, famiglie, medici, giornalisti, civili inermi.
Muoiono esseri umani mentre i governi occidentali continuano a parlare di “diritto alla difesa” anche davanti all’evidenza della distruzione sistematica di un popolo.
E intanto il delirio del governo israeliano si allarga.
Non basta più Gaza, non bastano più le macerie palestinesi.
Ora si colpiscono territori stranieri, cittadini di altre nazioni, equilibri internazionali, trascinando il mondo verso una spirale sempre più pericolosa.
Eppure i governi tacciono.
O peggio: giustificano, fingono di indignarsi.
Balbettano parole vuote mentre continuano relazioni diplomatiche, accordi, cooperazioni militari, commercio di armi.
La verità è semplice e terribile:
se tutto questo fosse stato compiuto da un altro Stato, gli stessi governi che oggi tacciono avrebbero già invocato sanzioni, tribunali internazionali, isolamento politico.
Ma con Israele no, con Israele tutto sembra permesso.
Allora bisogna avere il coraggio di dirlo:
questa non è più soltanto una tragedia umanitaria.
È il fallimento morale dell’Occidente.
È la dimostrazione che i diritti umani vengono difesi solo quando conviene geopoliticamente.
Continuo a pensare che la memoria della Shoah debba insegnare una cosa sola: mai più l’indifferenza.
Mai più il silenzio davanti alla disumanizzazione di un popolo.
Per questo continuo a non voler essere complice.
E continuerò a dirlo anche se molti preferiscono voltarsi dall’altra parte.
Perché un giorno la Storia presenterà il conto a tutti:
a chi ha bombardato,
a chi ha armato,
a chi ha coperto politicamente,
ma anche a chi ha fatto finta di non vedere.
E allora nessuno potrà dire:
“Io non sapevo”.
Ciro Silvestri
ARRUOLIAMOCI NELLA PACE E DIAMO VOCE ALL’ASSORDANTE SILENZIO SULLA GUERRA IN PALESTINA











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