LA SCHIAVITÙ È TORNATA

da | Giu 7, 2026 | Attualità | 0 commenti

Ci raccontano che si tratta di “caporalato”.

Ci raccontano che il problema riguarda qualche criminale isolato, qualche imprenditore senza scrupoli, qualche deviazione da correggere.

Ma forse la verità è più scomoda.

Quando un uomo lavora per una paga da fame, quando vive nel ricatto permanente della miseria, quando può essere sostituito come un attrezzo usurato e quando, addirittura, viene privato della vita per aver reclamato il proprio salario, non siamo più davanti a una semplice violazione delle regole.

Siamo davanti al ritorno della schiavitù.

La schiavitù non è soltanto quella delle catene e delle fruste che studiamo nei libri di storia. Esiste una schiavitù moderna, più elegante, più silenziosa, più difficile da riconoscere. Una schiavitù che si nasconde dietro contratti precari, salari indecenti, sfruttamento sistematico e parole studiate per rendere accettabile ciò che accettabile non è.

Le parole, infatti, non sono mai neutre.

Si parla di “flessibilità” invece che di precarietà.
Si parla di “ottimizzazione” invece che di licenziamenti.
Si parla di “caporalato” invece che di schiavitù.

Cambiare il nome alle cose serve spesso a renderle meno visibili.

I quattro braccianti morti ad Amendolara non chiedevano privilegi. Chiedevano semplicemente ciò che era loro dovuto: il compenso per il lavoro svolto.

Se una società non riesce a garantire nemmeno questo, allora il problema non riguarda soltanto chi ha commesso il crimine. Riguarda un modello economico e culturale che da troppo tempo considera il lavoro una merce e il lavoratore un costo.

La civiltà si misura da come tratta gli ultimi.

E quando gli ultimi diventano invisibili, sfruttabili e sacrificabili, significa che qualcosa di profondo si è spezzato.

Per questo non basta indignarsi.

Bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.

Perché quando qualcuno pretende di trarre profitto dal lavoro di un essere umano e arriva a considerarsi padrone persino della sua vita, la schiavitù non è un ricordo del passato.

La schiavitù è tornata.

 

Ciro Silvestri

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