FISI rende pubblica la propria preoccupazione per una serie di provvedimenti che, considerati singolarmente, potrebbero sembrare riforme ordinarie. Considerati insieme, rivelano un disegno preciso e pericoloso.
Non stiamo parlando di scelte politiche opinabili. Stiamo parlando di strutture. Chi controlla cosa si insegna nelle scuole, l’accesso all’Università, la valutazione della ricerca, controlla il futuro di questo Paese. E in questo momento, su tutti e tre questi fronti, si stanno compiendo scelte che meritano attenzione, vigilanza e risposta.
I FATTI
Il DDL 2735, noto come riforma Bernini, approvato al Senato con soli 24 voti di scarto, abolisce l’Abilitazione Scientifica Nazionale, l’unico filtro nazionale uguale per tutti nei concorsi universitari. Al suo posto: criteri locali, commissioni con maggiore discrezionalità, meno controllo esterno. L’ADI — Associazione Dottorandi Italiani — l’ha definita “DDL Umiliazione della Ricerca”. FISI condivide questa valutazione.
Quello che succede, ad esempio, all’Università di Ferrara non è un caso isolato, è la dimostrazione concreta di cosa avviene già oggi, con le regole attuali, quando i controlli sono insufficienti: un medico chirurgo ottiene zero punti a una lezione giudicata eccellente dalla commissione precedente. I fuori onda trasmessi da RaiTre parlano di sistema baronale e di pressioni affinché il candidato si faccia da parte. È in corso un esposto in Procura con ipotesi di tentata concussione. La riforma Bernini, se approvata definitivamente, non farà che allargare gli spazi in cui episodi come questo possono accadere.
Il 22 maggio 2026, il Consiglio dei Ministri ha avviato la procedura per la nomina del nuovo Consiglio Direttivo dell’ANVUR, l’agenzia che dovrebbe valutare in modo indipendente la qualità dell’Università e della ricerca italiana. Come riportato da La Notizia Giornale, nel 2025 l’ANVUR aveva ottenuto l’accreditamento europeo EQAR proprio per la sua indipendenza dal potere politico. Con il DPR del gennaio 2026 quelle regole sono state riscritte: ora è il ministro a scegliere il presidente dell’agenzia da una terna preparata da un comitato a maggioranza di nomina ministeriale. L’autonomia, di fatto, parte da dentro il ministero.
Tra i membri nominati nel nuovo Consiglio Direttivo dell’ANVUR figura il Rettore dell’Università Federico II di Napoli, che nel marzo 2026 ha firmato un protocollo d’intesa con il Joint Force Command della NATO, prevedendo la collaborazione a progetti organizzati dal Quartier Generale dell’Alleanza Atlantica. Questo non è un dettaglio marginale. È il segno di una tendenza più ampia e preoccupante: la progressiva militarizzazione dell’università e della ricerca italiana, che si affianca alla militarizzazione già in atto nelle scuole. In questa prospettiva, è chiaro come non sia un caso che le nuove Indicazioni Nazionali promosse dal Ministro Valditara marginalizzino, nei programmi di filosofia, autori come Marx, Spinoza e Gramsci, pensatori che da secoli insegnano agli studenti a interrogare criticamente il potere. Per tornare alla questione universitaria, è dunque seriamente preoccupante che chi dovrebbe valutare in modo neutro la qualità del sistema è lo stesso soggetto che ha aperto le porte dell’ateneo al comando militare NATO. Chiediamo che si apra un dibattito pubblico serio su questa deriva.
LA NOSTRA RICHIESTA
FISI si rivolge oggi a tutte le componenti della società civile.
Ai comitati studenteschi: continuate a presidiare le vostre scuole e le vostre università. La vostra voce è insostituibile.
Ai sindacati: uniamo le forze. Questa non è una battaglia di categoria. È una battaglia per il diritto all’istruzione e alla ricerca libera.
Ai cittadini: informatevi. Condividete. Chiedete conto a chi vi rappresenta.
Alla politica, tutta, senza distinzioni di schieramento: chiediamo un coinvolgimento reale, concreto e urgente. Non interrogazioni che restano senza seguito. Non dichiarazioni di principio. Azioni. Proposte. Leggi che tutelino davvero la scuola pubblica, l’università pubblica e la libertà della ricerca













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