GRICIGNANO, SI MUORE IN FABBRICA MA È TUTTO NORMALE

da | Gen 11, 2025 | Attualità | 0 commenti

Vi fu un tempo, si direbbe con linguaggio mitico, nel quale si lavorava per vivere, e il lavoro era al servizio della vita.

Un lungo percorso, culminato nelle rivoluzioni industriali, ci ha condotti a vivere per lavorare, e il lavoro è divenuto un parassita della vita.

Sembrava difficile cadere più in basso, ma negli ultimi decenni la storia ha accelerato il suo corso, portando a nuove forme di degrado.

Di recente ci siamo perfino abituati a pagare per lavorare, e infine a morire per lavorare.

Le morti sul lavoro non sono un caso, ma una strage di stato, poiché gli stati sono divenuti agenzie al servizio del neoliberismo.

Il neoliberismo è fondato sulla privazione e privatizzazione del bene individuale e del bene comune a vantaggio di una aristocrazia economica, e giunge fino alla privazione e privatizzazione dei corpi, ceduti all’industria farmaceutica, al mercato della produzione e della guerra.

Ecco quindi che la morte di due operai in due settimane nella stessa fabbrica di Gricignano di Aversa, il secondo che muore mentre si indaga sul cadavere ancora caldo del primo, non suscita scandalo.

È solo carne sul bancone della macelleria della storia, sono solo due macchinari da sostituire.

Se gli stati sono divenuti agenzie al servizio di questo quadro ideologico e giuridico, non basta piangere i morti.

Occorre far vivere i vivi, riprendendo una lotta sociale e sindacale che metta al centro la riappropriazione dei corpi e dei beni comuni, togliendo la vita dai banchi del mercato.

Questo è ciò che siamo insieme.

Questo è ciò che vogliamo insieme.

E quando diciamo insieme diciamo sindacato, parola che significa Giustizia Condivisa.

 

Ciro Silvestri

Professor Studente Davide Tutino

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