BIMBONOZZE

da | Set 3, 2026 | Attualità | 0 commenti

Nel Regno Unito del terzo millennio – patria della Magna Charta, del tè delle cinque e dell’autoproclamato faro della civiltà liberale – sembra che la pianificazione del futuro dei più piccoli abbia fatto un salto quantico all’indietro di circa un millennio. Non ci si preoccupa più soltanto di scegliere la scuola d’infanzia più blasonata: si pensa direttamente al contratto nuziale, possibilmente prima ancora che il pargolo abbia imparato a pronunciare correttamente l’alfabeto o a smettere di usare i pannolini.

I dati emersi dalle richieste di accesso agli atti presso il Ministero dell’Interno britannico fotografano un quadro che definire distopico è un complimento alla fantasia di George Orwell. Negli ultimi cinque anni, l’apposita unità governativa per i matrimoni forzati (la Forced Marriage Unit) ha registrato oltre cento segnalazioni riguardanti minori di età pari o inferiore a dodici anni. Di queste, ben 27 hanno riguardato bambini al di sotto dei cinque anni.

Cinque anni. Un’età in cui le massime decisioni diplomatiche dovrebbero limitarsi alla spartizione dei mattoncini giocattolo o alla scelta del cartone animato della sera, e non alla stipula di promesse di matrimonio vincolanti siglate sopra la testa di infanti ignari.

La legge britannica – che nel 2023 ha innalzato l’età minima per sposarsi a 18 anni e che qualifica l’imposizione del matrimonio come reato penale – sembra scontrarsi contro la proverbiale barriera dell’ipocrisia burocratica. Mentre all’estero si promuovono solenni campagne sui diritti umani, in casa propria i numeri rivelano che il fenomeno non si limita ai viaggi forzati oltreconfine: aumentano sensibilmente i casi consumati interamente su suolo britannico. I paesi di provenienza culturale maggiormente legati a queste segnalazioni – Pakistan (che da solo raccoglie oltre il 40% dei casi), Bangladesh e Afghanistan – riflettono una frattura che le istituzioni locali faticano persino a nominare ad alta voce, paralizzate dal sacro terrore di essere tacciate di intolleranza.

Mentre a settembre le aule scolastiche riaprono i battenti, gli operatori sul campo lanciano l’allarme sui banchi che rimarranno misteriosamente vuoti o su alunni che torneranno con una vera e propria fedina al dito mascherata da tradizione. Davvero una singolare declinazione del progresso: importare il Medioevo e liquidarlo con un’alzata di spalle in nome della convivenza pacifica.

E teniamo ben presente che la “perfida Albione”, come la definì Agostino di Ximenes, ovvero la terra ove avviene ciò che descrivo, dista pochi chilometri da noi.

 

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» – Telegram: https://t.me/cdonelli

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