ALLEVAMENTI DEL VENETO, LOMBARDIA E PIEMONTE. AGGIORNAMENTO SULLA VACCINAZIONE AVIARIA

da | Ago 22, 2026 | Attualità | 5 commenti

Moltissimi cittadini ci scrivono perché molto preoccupati per la loro sicurezza alimentare e ci chiedono continuamente di fornire informazioni aggiornate sul Pilota sperimentale in oggetto.

La presentazione ufficiale e pubblica del piano di vaccinazione, originariamente a tappeto degli allevamenti (#200) del Veneto, regione pilota, è avvenuto il 04 Febbraio durante la Fiera dell’Agricoltura di Verona dall’Assessore alla agricoltura della regione Veneto, Dr Dario Bond, presenti il Dr Giovanni Filippini DG del MinSal e la Dssa Antonia Ricci, DG dell’IZPsVE di Padova (Aviaria, la campagna vaccinale parte dal Veneto. Assessore Bond: Dal 2020 indennizzati agricoltori per 240.000.000 di euro – Confagricoltura Vicenza.).

Il Veneto è una regione molto importante per la concentrazione degli allevamenti avicoli e per le rotte degli uccelli migratori, ritenuta essere causa della circolazione dei virus negli allevamenti.

Ha colpito immediatamente la mancanza di informazioni sui vaccini che sono utilizzati, definiti, tuttavia, “sicuri ed efficaci” dall’IZPsVE, autorizzati da Ema in “circostanze eccezionali”, cioè privi di dati di sicurezza ed efficacia completi. Svelati con la pubblicazione del dispositivo ministeriale il giorno dopo quella del Piano Pandemico Nazionale (OMS) che include la digitalizzazione, l’IA e prevede anche la vaccinazione per l’Aviaria degli operatori del settore.

Il nostro Comitato Tecnico Scientifico ha analizzato la situazione è arrivato alla seguente sintesi:

  1. l’Aviaria è una malattia endemica, negli uccelli, nota da circa 100 anni.

  2. Il virus circola regolarmente ed è in un equilibrio dinamico con le popolazioni avicole, con possibili focolai.

  3. In 50 anni non è mai stato riportato alcun caso di trasmissione da uomo a uomo.

  4. I possibili focolai vengono gestiti da decenni efficacemente, anche nella sua forma grave (HPAI), grazie a misure sanitarie efficaci, sicure, consolidate ed economiche.

Tuttavia il MinSal giustifica, sostiene e si fa promotore l’operazione in corso affermando che esiste un’emergenza aviaria che deriverebbe da un picco di focolai avuto nel 2021/22. Punta anomala rispetto ai dati della serie storica 2020-2026. Tant’è che l’anno successivo si assiste ad un crollo verticale (-90%, sul dato medio degli altri anni) che risulta stabile nel tempo. Gli stessi veterinari dipendenti d ASL, consultati, lo descrivono in tal modo.

Riteniamo importante che il MinSal e/o l’Istituto Superiore di Sanità, o chi per esso qualificato, fornisca dati e prove che confermano la qualità e l’attendibilità di tali dati raccolti dal campo in tale periodo di pandemia Covid. Incluso il processo di verifica, validazione del dato ed il relativo metodo di attribuzione della causa della morte.

Diciamo questo perché gli stessi veterinari parlano di diagnosi clinica (cioè dai sintomi), ma non conoscono il processo e l’affidabilità del test virale utilizzato per certificare la presenza del virus dell’Aviaria. Non conoscono la copertura in tale periodo, e quanto sia accurato e specifico nell’identificare l’agente eziologico e quanto sia utile per risalire alla vera causa della morte.

Ricordiamo che nello stesso periodo i test PCR Covid, utilizzato durante la pandemia, dimostravano una accuratezza risibile, non essendo mai stati validati da alcun ente terzo abilitato (cioè dall’Istituto Spallanzani di Roma) ma bensì autocertificati dagli stessi produttori come emerso nella commissione Covid. Il risultato è stato che ben l’86% dei test positivi erano falsi positivi (German COVID PCR IgG Study And The One In Seven Claim – Asia Pacific Management and Research Group, Inc..).

L’altro aspetto chiave è l’introduzione e l’utilizzo di 3 nuovi vaccini genici (OGM) e un booster tradizionale (Vaxxinact H5). Tutti autorizzati in condizioni eccezionali da EMA ne 2025, cioè privi di dati completi di sicurezza e efficacia. I vaccini genici sono completamente diversi dai vaccini tradizionali. Questi ultimi sono inerti, rimangono localizzati nel punto di iniezione e non entrano nelle cellule dell’ospite. Quelli genici, invece, grazie alla loro tecnologia, sono veri agenti biotecnologici autonomi. Il genoma del vettore virale (herpesvirus del tacchino vivo), veicola all’interno della cellula, anche il gene della subH5 dell’aviaria, inseriti con tecniche di ingegneria genetica (DNA ricombinante). Fra questi ricordiamo Vaxxitek HVT+IBD+H5 con ben due geni estranei. Il gene H5 dell’aviaria “trasfettato” nella cellula dell’ospite innesca e conduce a termine un processo metabolico (DNA>RNA>sintesi proteica), estraneo alla fisiologia dell’organismo, con la produzione coatta di una proteina estranea (subH5 IA), per un tempo indeterminato.

Per queste caratteristiche distintive dei vaccini genici per l’aviaria sono essenziali studi di sicurezza che includano: la biodistribuzione, genotissicità (entrano anche nel nucleo della cellula), cancerogenicità, teratogenicità e proteomica (analisi delle proteine anomale e/o aberranti) nel tempo e longitudinali con studi di impatto sulla sicurezza alimentare e sulla salute umana.

Riteniamo indispensabili poter disporre di tali informazioni complete perché preoccupa molto, anche noi, il divieto di export dei derivati di questi 5 allevamenti, imposto dall’art 1 dello stesso dispositivo e l’implicita imposizione a consumare tali prodotti (carne e uova) solo ed esclusivamente all’interno dei nostri confini.

Inoltre, la mancanza di informazione completa ed esaustiva per il cittadino consumatore che si vede negato il diritto di essere informato correttamente sul cibo che acquista, la sua origine e i trattamenti sperimentali OGM, cui è stato sottoposto.

La messa a disposizione di tali dati e un incontro chiarificatore fra i delegati tecnici e politici del MinSal e il nostro Comitato Tecnico Scientifico, in tempi brevi, sarebbe auspicabile per sciogliere ogni dubbio e i legittimi timori dei nostri cittadini.

Leonardo Guerra – Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico F.I.S.I.

comunicato nuova istanza aviaria

 

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5 Commenti

  1. Stefano

    È scandaloso quello che sta accadendo!
    Da mesi la nostra famiglia non acquista nè consuma in ristoranti pollo, tacchino, uova e prodotti derivati (pasta, dolci, biscotti ecc).
    Mi auguro che si riesca a bloccare QUESTO ENNESIMO SCHIFO AI DANNI DELLA POPOLAZIONE.
    Vorrei essere informato su ciò che accade.
    Vi ringrazio.

    Rispondi
  2. Maria Cristina

    Sono già in commercio uova e carni infettate da questi delinquenti?
    Per chi vive in città è un problema!

    Rispondi
    • Fabiana

      E’ importante controllore la provenienza di uova e carne di pollo e tacchino.

      Rispondi
  3. Emilio

    Da quando Bill Gates è entrato nel mondo dei vaccini (paragonandoli all’anti virus dei computer con cui ha fatto i soldi) improvvisamente assistiamo ad una deriva vaccinista senza precedenti. C’è inoltre un’altra deriva che quella autoritaria da parte degli enti governativi italiani ( nessuna altra Nazione Europea è in queste condizioni disastrose)che non tiene più in alcun conto il principio di precauzione per la salvaguardia della salute dei cittadini e il diritto all’informazione completa sui rischi per la salute (sempre più elevati con la nuova piattaforma mRNA e agli inquinanti di processo)che è sacrosanta e deve essere inviolabile. Grazie per il vostro impegno per riportare il cittadino, essere umano, cliente, al centro, nelle pratiche mediche e di prevenzione. È abominevole che la sperimentazione venga fatta sulle persone italiane di ogni genere e età, a loro insaputa. E pura follia. Quelli che la assecondano sono da corte marziale, senza alcuna possibilità di appello.

    Rispondi

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