C’è una celebre massima cinematografica che ci ricorda come la vita sia simile a una scatola di cioccolatini, poiché non si sa mai quello che capita. Nei corridoi del potere a Kiev, tuttavia, la sorpresa dentro la scatola si è rivelata assai meno metaforica e decisamente più remunerativa: mazzette di banconote da 200 euro, bonifici schermati, triangolazioni finanziarie e ricevute di cauzioni milionarie. L’inchiesta coordinata dall’Ufficio Nazionale Anticorruzione ucraino (NABU) e dalla Procura Speciale Anticorruzione (SAPO) ha squarciato il velo sulle dinamiche interne all’amministrazione statale, portando alla luce un intreccio che oscilla continuamente tra la spy story finanziaria e la commedia dell’assurdo.
Dall’oro di “Mida” all’eredità kitsch dei sanitari
Per comprendere appieno la genesi e la portata dell’operazione ribattezzata “Forrest Gump”, occorre riavvolgere il nastro fino al suo prologo investigativo: l’operazione “Mida”, così denominata per la proverbiale attitudine degli indagati a convertire in metallo prezioso le commesse pubbliche destinate al settore energetico e ai colossi statali come Energoatom.
Durante le perquisizioni condotte presso le residenze private di oligarchi, faccendieri e figure storicamente collegate all’entourage presidenziale (incluso l’imprenditore Timur Mindich, già co-fondatore dello studio di produzione Kvartal 95), gli inquirenti si sono trovati davanti a un revival sfacciato del kitsch post-sovietico. Accanto a valigie e borsoni sportivi stipati di contanti, a rubare la scena è stato un water con annesso bidet in oro massiccio. Un’opera d’arte idraulica che ha immediatamente evocato i fasti grotteschi dell’ex presidente Viktor Janukovyč nella sua reggia di Mezhyhirya, a riprova del fatto che determinate velleità estetiche non tramontano mai, neppure nelle fasi storiche più critiche per la nazione.
La logica di “Forrest Gump”: 150 milioni per una cauzione
Il nome in codice assegnato alla nuova tranche dell’indagine non è scaturito dall’estro narrativo degli inquirenti, bensì da una battuta registrata durante le attività di intercettazione ambientale e telefonica. Nei file audio acquisiti dalla magistratura, uno dei soggetti monitorati commenta con sarcasmo le modalità con cui venivano schermate le risorse illecite:
«Solo un idiota intesterebbe il denaro rubato e le rette scolastiche direttamente ai propri figli, ecco perché lo chiamano Forrest Gump».
Al di là dell’ironia da bar giudiziario, l’impianto accusatorio delinea uno schema di riciclaggio sistematico quantificato in circa 150 milioni di grivne (pari a oltre 3,3 milioni di dollari statunitensi). Lo scopo primario di questa imponente provvista finanziaria non era la fuga verso paradisi fiscali esotici, bensì un obiettivo molto più pratico e urgente: pagare la cauzione fissata dal tribunale per rimettere in libertà l’ex ministro dell’Energia e della Giustizia Herman Haluščenko, tratto in arresto proprio nell’ambito della precedente inchiesta “Mida”.
Per ripulire e canalizzare la cifra necessaria a scarcerare il sodale politico, la rete ha orchestrato un transito di fondi attraverso la Sense Bank (istituto di credito precedentemente nazionalizzato dallo Stato ucraino), avvalendosi della complicità di alti funzionari interni all’istituto e di una complessa ragnatela di società fittizie e prestanome.
Poltrone che saltano e perquisizioni all’alba
Il blitz congiunto eseguito dal NABU e dalla SAPO ha colpito figure di primissimo piano dell’apparato governativo, parlamentare e bancario:
- Iryna Mudra: vicecapo dell’Ufficio Presidenziale guidato da Volodymyr Zelensky, prontamente sollevata dall’incarico e iscritta nel registro degli indagati con l’accusa formale di riciclaggio di proventi illeciti su larga scala (art. 209, comma 3 del codice penale ucraino).
- Maksym Mykytas: ex deputato e costruttore edile già noto alle cronache giudiziarie, sorpreso dagli agenti all’interno dell’abitazione della stessa Mudra durante l’irruzione mattutina.
- Vadym Stolar: deputato e influente immobiliarista, protagonista di una lunga carriera politica trascorsa tra vari schieramenti parlamentari.
- Management bancario e ministeriale: avvisi di garanzia e perquisizioni hanno riguardato esponenti del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione di Sense Bank, unitamente a funzionari di vertice dell’Ufficio Legale presidenziale e del Ministero della Giustizia.
Dall’alveo dell’inchiesta principale si è inoltre sviluppato un ulteriore filone investigativo, denominato “Temi” (Themis), incentrato sui tentativi di acquisire il controllo illecito di pregiati compendi immobiliari e terreni nel centro storico di Kiev, per un valore commerciale stimato in oltre mezzo miliardo di grivne.
Mentre il Paese è chiamato a prove durissime, il quadro che emerge dai faldoni dell’anticorruzione racconta di un sottobosco di privilegi, compiacenze bancarie e vanità dorate che rischia di logorare gravemente la credibilità delle istituzioni verso i partner internazionali.
Fonti verificate
- Ukrainska Pravda – Anti-corruption agencies: MPs and presidential officials laundered US$3m to post bail for ex-energy minister
- Ukrainska Pravda – Prosecutor reveals 13 names in new anti-corruption cases
- New Voice of Ukraine (NV) – ‘Forrest Gump’ recordings reveal alleged bid to grab site in central Kyiv
- bne IntelliNews – Zelenskiy fires aide as Ukraine’s graft bureau targets ex-minister’s $3.4mn bail
- The Spectator – The scandal that could bring down Volodymyr Zelensky
- Censor.NET / Financial Times – Corruption crisis in Zelenskyy’s government: bags of cash and golden toilet
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»
cdonelli@hotmail.com – youtube.com/@cdonelli












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