ENNESIMO SCANDALO TFA

da | Giu 29, 2026 | Attualità, Scuola | 0 commenti

La Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali esprime forte preoccupazione per la distribuzione dei posti autorizzati con il D.M. n. 926 del 26 giugno 2026 per il TFA Sostegno XI ciclo.

La questione centrale non è il numero complessivo dei posti autorizzati, ma la coerenza tra il fabbisogno dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e la programmazione finale adottata dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Quando la distribuzione dei posti si discosta significativamente dal fabbisogno previamente comunicato, è doveroso che l’Amministrazione renda pubblici i criteri tecnici che hanno determinato tale scelta.

Preoccupa inoltre la forte disparità territoriale che emerge dall’azzeramento dei posti per la scuola secondaria di primo grado in alcune regioni del Centro-Sud. Tale scelta costringe molti aspiranti docenti ad affrontare costi economici e personali rilevanti per frequentare percorsi di specializzazione lontano dal proprio territorio, creando una evidente disuguaglianza nell’accesso alla formazione.

La FISI ritiene altresì indispensabile che tutti gli atti amministrativi di tale rilevanza siano pubblicati con la massima tempestività e trasparenza, affinché cittadini, università e organizzazioni sindacali possano conoscere tempestivamente i provvedimenti che incidono sulla vita professionale di migliaia di persone.

La formazione dei docenti di sostegno non può essere considerata una semplice attività programmatoria. Essa rappresenta uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio e la qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

Per queste ragioni la FISI chiede:
– la pubblicazione integrale e tempestiva di tutti gli atti relativi alla programmazione del TFA;
– la pubblicazione dei criteri utilizzati per la ripartizione territoriale e per grado dei posti autorizzati;
– l’apertura di un confronto con le organizzazioni sindacali rappresentative e con le università;
– una revisione della programmazione dei prossimi cicli affinché sia realmente coerente con il fabbisogno delle scuole e con il principio di uguaglianza dei cittadini nell’accesso alla formazione.

L’interesse da tutelare non è quello di un territorio o di una categoria, ma quello della scuola pubblica e degli alunni con disabilità, che hanno diritto ad insegnanti adeguatamente formati secondo criteri trasparenti, oggettivi ed equi.

 

TABELLE DI COMPARAZIONE

 

3. Analisi comparativa nazionale: fabbisogno vs decreto finale

3.1 Grado scolastico

3.2 Confronto X ciclo (2025) vs XI ciclo (2026)

3.2 Confronto X ciclo (2025)

4. Analisi territoriale: scuola secondaria di I grado

4.1 Distribuzione regionale

4.2 Il paradosso geografico

Chi vuole specializzarsi per la secondaria di I grado — il grado dove esiste ancora un margine reale di docenti non specializzati e quindi una concreta possibilità di impiego — non può farlo nel proprio territorio se risiede in Campania, Lazio, Sicilia o Calabria. Deve necessariamente rivolgersi a un ateneo del Nord o del Centro-Nord.

Questo comporta per il candidato:
  • Pagamento della retta universitaria (tra 2.500 e 3.500 euro)
  • Spese di vitto e alloggio per i mesi di frequenza in presenza
  • Costi di trasferta e trasporto
  • Allontanamento dalla famiglia per la durata del corso
  • Eventuale perdita di supplenze nel territorio di residenza durante il periodo di formazione

Chi invece sceglie di specializzarsi per la secondaria di II grado — il grado più saturo d’Italia, con migliaia di specializzati già formati che non riescono a lavorare — può farlo comodamente nel proprio territorio, in Campania o nel Lazio, pagando la retta a uno degli atenei che hanno ottenuto i posti.

 

Antonia Esposito

Teresa Silvestri

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