Alla cortese attenzione del dott. Luca Trapanese,
vicepresidente del Consiglio regionale della Campania
Egr. dott. Luca Trapanese,
riguardo alle Sue dichiarazioni rese al podcast In vino veritas, credo sia assolutamente necessario fare alcune importanti precisazioni.
Lei accusa la scuola di essere inadeguata all’inclusione, e i docenti di non essere competenti.
Prima di tutto, è sempre bene evitare qualunque generalizzazione, in rispetto dei tanti docenti di sostegno che lavorano con competenza e passione, e poi “è giusto che si incolpi chi ha colpa” come diceva il padre dell’oratoria, Gorgia, nel famoso Encomio di Elena.
I percorsi universitari di specializzazione al sostegno sono altamente qualificati e professionalizzanti.
Da accusare invece sono le scelte del Ministero che hanno voluto svilire e mortificare queste altissime professionalità, inventandosi i corsi Indire e la pratica di riconferma del docente di sostegno.
I primi sono percorsi di pochi mesi che permettono di scavalcare docenti che hanno impegnato anni per qualificarsi e abilitarsi, il secondo è l’ennesimo triste segno della aziendalizzazione della scuola, perseguita fortemente dal Ministero e da tutti gli ultimi governi che si sono susseguiti, dalla qualifica dirigenziale dei presidi alla distorsione del concetto di merito, passando per alternanza, PCTO e formazione scuola lavoro.
Se è davvero interessato all’inclusione, si preoccupi piuttosto di questo processo, che tende a irregimentare la scuola con criteri di obbedienza e efficienza tipici degli ambienti militari, non di quelli educativi.
E sappia che i docenti sono vittime di questo snaturamento della scuola pubblica proprio come gli alunni, e non solo quelli più fragili.
È necessario invertire la rotta, tornare a una scuola di vera formazione della persona umana: l’inclusione potrà realizzarsi davvero solo così.
Antonia Esposito – Segretaria Nazionale FISI Scuola












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