SMEMORAVIRUS

da | Mag 2, 2026 | Attualità | 0 commenti

Ditemi voi se non è meraviglioso: passi una vita a diventare il “re dei coronavirus”, insegni ai virus dei pipistrelli a fare il salto della quaglia verso l’uomo con la precisione di un sarto di alta moda, e poi, quando scoppia il finimondo, improvvisamente tutti si scordano il tuo numero di telefono. Parlo di Ralph Baric, l’uomo che sussurrava alle proteine Spike.

Mentre il mondo si accapigliava tra chi dava la colpa a un pangolino sfortunato e chi a un mercato di pesce a chilometro zero, qualcuno nei palazzi che contano (leggasi NIH ed EcoHealth Alliance) sembra aver giocato a “nascondino col ricercatore”. Le prove suggeriscono che ci sia stato un impegno quasi commovente nel tenere il nome di Baric fuori dai radar mediatici. Perché? Forse perché ammettere che il “mago” americano forniva i trucchi ai colleghi di Wuhan avrebbe reso la narrazione un po’ troppo complicata da digerire per il contribuente medio.

Abbiamo documenti che parlano chiaro: nel 2018 si ipotizzava già di inserire siti di scissione della furina nei virus – in pratica, aggiungere il turbo a un motore già truccato. Eppure, quando il virus è apparso davvero con quelle esatte caratteristiche, i protagonisti della vicenda hanno preferito parlare di “evoluzione naturale”, guardandosi bene dal menzionare che quel particolare “accessorio” lo stavano studiando proprio loro nei laboratori della North Carolina e della Cina.

In questa commedia degli equivoci scientifici, la fisica quantistica applicata alla biologia ci insegnerebbe che l’osservatore influenza il sistema. Qui, però, sembra che gli osservatori abbiano preferito chiudere entrambi gli occhi, sperando che la sovrapposizione degli stati (esperimento di laboratorio vs natura) si risolvesse da sola nel modo più politicamente comodo. Ma la scienza, quella vera, non si cura delle carriere o dei finanziamenti: prima o poi, i nodi tornano al pettine, anche se il pettine è microscopico e ha la forma di una corona.

Ricerca sulle fonti e verifica (Fact-checking)

Le affermazioni contenute nel mio testo trovano riscontro in diversi documenti e indagini ufficiali:

  1. I legami con l’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV): È documentato che il laboratorio di Ralph Baric presso la UNC (University of North Carolina) abbia collaborato attivamente con Shi Zhengli del WIV. Una pubblicazione del 2015 su Nature Medicine conferma lo sviluppo di un coronavirus chimerico basato su una struttura di SARS adattata ai topi per infettare cellule umane.
  2. Il Progetto DEFUSE: Documenti ottenuti tramite FOIA (Freedom of Information Act) e leak di EcoHealth Alliance confermano la proposta inviata alla DARPA nel 2018 per inserire siti di scissione della furina nei coronavirus dei pipistrelli, una caratteristica chiave del SARS-CoV-2.
  3. Indagini del Congresso USA: La Commissione ristretta sulla pandemia di coronavirus (Select Subcommittee on the Coronavirus Pandemic) ha recentemente esaminato le e-mail che suggeriscono un tentativo di minimizzare il ruolo di Baric per evitare di attirare l’attenzione sui finanziamenti americani per la ricerca “gain-of-function”.

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» 

 

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