La FISI richiama l’attenzione di tutti i lavoratori che, nel corso del 2021, furono sospesi dal servizio per non aver accettato l’obbligo del Green Pass.
A distanza di cinque anni dalla data della sospensione potrebbe, infatti, maturare la prescrizione dei diritti economici collegati a quel periodo. Per evitare di perdere la possibilità di agire per il recupero degli stipendi non percepiti e dei contributi previdenziali non versati, è necessario verificare tempestivamente la propria situazione.
Cosa deve fare il lavoratore
Il lavoratore interessato dovrà inviare al proprio datore di lavoro una comunicazione formale finalizzata a interrompere la prescrizione e a tutelare i propri diritti.
La comunicazione dovrà essere trasmessa attraverso PEC oppure Raccomandata con ricevuta di ritorno.
Cosa si rischia
Non è opportuno attendere la fine del 2026: il termine deve essere calcolato considerando la data effettiva in cui ogni singolo lavoratore è stato sospeso.
In assenza di un valido atto interruttivo inviato entro il termine previsto, il lavoratore potrebbe perdere la possibilità di promuovere un’azione legale per richiedere:
• gli stipendi non percepiti durante il periodo di sospensione;
• la regolarizzazione dei contributi previdenziali non versati;
• ogni altra eventuale spettanza collegata alla sospensione.
L’assistenza della FISI
La FISI mette a disposizione dei lavoratori interessati la propria assistenza sindacale per:
• verificare la data della sospensione e la situazione individuale;
• predisporre correttamente la comunicazione;
• fornire supporto per l’invio tramite PEC o Raccomandata;
• valutare le eventuali successive iniziative di tutela.
Alleghiamo i modelli da inviare per il personale della scuola e della sanità
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