CIUCCIOSOSPETTO

da | Mag 24, 2026 | Attualità | 0 commenti

LONDRA – Nel corso della mia quasi trentennale attività di ricerca, ho speso una quantità considerevole di tempo a mappare le interazioni tra sistemi complessi all’interno della fisica quantistica, della biologia molecolare e della neuroimmunologia. Eppure, devo confessare che nessuna anomalia cellulare o collasso della funzione d’onda riesce a eguagliare il livello di puro, entropico caos generato dalla burocrazia delle forze dell’ordine del Regno Unito.

La gloriosa macchina amministrativa d’oltremanica ha infatti raggiunto un nuovo picco di eccellenza surreale: l’inserimento nei registri ufficiali dei reati di un sospettato di appena un anno di età. Un anno!!!! E non si tratta di un caso isolato o di un errore di battitura di qualche agente stanco a fine turno. Le statistiche parlano chiaro: sono centinaia i bambini ben al di sotto dell’età della responsabilità legale – che in Inghilterra e Galles è tassativamente fissata a dieci anni – ad essere stati sistematicamente catalogati nei database di polizia come sospetti di illeciti o, più frequentemente, come artefici di fumosi “incidenti d’odio non costituenti reato” (NCHI).

La fisica del ridicolo e l’identikit col bavaglino

Proviamo ad analizzare la questione con il dovuto distacco scientifico. Se applichiamo i modelli neuroimmunologici alle risposte sistemiche di un organismo sociale, quello che sta accadendo nel Regno Unito assomiglia drammaticamente a una gravissima reazione autoimmune: il sistema difensivo, privo di minacce reali su cui calibrare l’azione, inizia ad attaccare i propri tessuti sani. O, in questo caso, i propri neonati.

Immaginate la scena, degna della migliore tradizione della satira britannica, ma sfortunatamente reale: una pattuglia che scruta con severità investigativa un passeggino high-tech. Il potenziale eversivo, munito di bavaglino e con una spiccata predilezione per la pappa alla mela, viene identificato. L’accusa? Magari aver manifestato un “pregiudizio percepito” rifiutando di condividere un biscotto o un orsetto di peluche al parco giochi.

La parte più squisitamente kafkiana dell’intera vicenda risiede nella persistenza del dato. Come confermato dalle rigide linee guida del College of Policing in materia di gestione e conservazione delle informazioni, le segnalazioni e i profili relativi a soggetti di età inferiore ai dieci anni possono essere conservati a tempo indeterminato se ritenuti d’interesse per la pubblica sicurezza. Un ottimo biglietto da visita impresso preventivamente sul curriculum di un individuo che non ha ancora imparato a pronunciare la parola “legge”.

Il paradosso delle scartoffie a efficienza zero

Mentre la stampa internazionale, incluse autorevoli testate come Al Jazeera, solleva pesanti interrogativi sulla legittimità e sull’abuso sistematico di questi ammonimenti per reati d’opinione tra minori, l’opinione pubblica si trova a fare i conti con un paradosso matematico elementare. Se calcolassimo l’energia organizzativa dissipata dalle forze di polizia per analizzare i bisticci da cortile, l’equazione dell’efficienza istituzionale collasserebbe inevitabilmente:

Mentre decine di migliaia di ore lavorative vengono sacrificate sull’altare della catalogazione dei capricci infantili, i reati predatori reali, i furti nelle abitazioni e la sicurezza stradale rimangono troppo spesso orfani di risorse e attenzioni, un trend ampiamente documentato anche dalle analisi pubblicate da piattaforme di monitoraggio globale come ZeroHedge.

Forse, prima o poi, la burocrazia d’oltremanica comprenderà che per curare la sicurezza di una nazione non serve schedare i passeggini, ma applicare il sano principio del buon senso. Nel frattempo, ai genitori inglesi non resta che vigilare attentamente: un lancio di biberon di troppo potrebbe costarvi una convocazione a Scotland Yard.

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» – Telegram: https://t.me/cdonelli

Fonti e riscontri istituzionali

Questo quadro di squisito surrealismo burocratico non è frutto di un’allucinazione accademica, ma trova puntuale e rigoroso riscontro nei dati ufficiali britannici:

  • Le linee guida ufficiali del College of Policing sui criteri di conservazione dei dati confermano che i registri relativi a minori sotto i 10 anni possono essere mantenuti a tempo indeterminato se ritenuti utili per “scopi di polizia” (College of Policing Retention Guidance).
  • Le inchieste giornalistiche e i dati analizzati da testate internazionali come Al Jazeera evidenziano come i Non-Crime Hate Incidents abbiano portato all’assurda schedatura di migliaia di minori per banali bisticci scolastici o frasi innocenti scambiate tra bambini di nove anni (Al Jazeera – NCHI Report).
  • Le analisi statistiche indipendenti pubblicate su piattaforme di monitoraggio come ZeroHedge confermano lo sconcerto dell’opinione pubblica di fronte a forze di polizia che dedicano decine di migliaia di ore l’anno a perseguire bisticci da cortile, lasciando insoluti i furti nelle abitazioni (ZeroHedge Original Report).

 

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