Il sindacato FISI si fa promotore della cultura ambientale come fondamento di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.
LA GESTIONE AMBIENTALE E IL RUOLO DEL SINDACATO, VERSO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
9° Incontro promosso da Progetto N.A.S. – Natura Ambiente Salute
Appuntamento martedì 19 maggio alle ore 17,30 presso il Coworking Joysana Via Flaminia Ternana, 446 – Narni (TR) Tel. 3283252796
Ingresso libero.
Gestione ambientale tra criticità e soluzioni: il convegno e i relatori
Boschi da custodire, acque da proteggere, suolo da risanare: sono questi i temi in programma per l’evento. Un appuntamento che porta per la prima volta al tavolo della comunità di Terni, Narni e Amelia la voce del sindacato con due relatori di livello nazionale: il Dott. Carlo Papalini, referente FISI per il restauro ambientale e il ripristino delle condizioni ecologiche e idrogeologiche del territorio e il Prof. Davide Tutino, rappresentante nazionale FISI, portavoce di una visione sindacale che supera i confini tradizionali della categoria per farsi interprete degli attuali bisogni della collettività.
A guidare il confronto, il Dott. Massimo Formica, medico ISDE – Medici per l’Ambiente.
Boschi e foreste, infrastrutture naturali essenziali
I boschi e le foreste non sono soltanto paesaggio: sono infrastrutture naturali essenziali, presidio idrogeologico, riserva di biodiversità, custodi della qualità delle acque e dell’aria che respiriamo. Il patrimonio boschivo e idrico è oggi esposto a pressioni crescenti che richiedono competenze, strumenti e una visione strategica capace di coniugare tutela ambientale e sviluppo sostenibile.
È attorno a questa urgenza diffusa che il Progetto N.A.S. – Natura Ambiente Salute, con il sostegno della Guardia Nazionale Ambientale, convoca il suo nono convegno pubblico.
Sindacato e ambiente: rafforzare la cultura ambientale
La gestione ambientale da parte delle istituzioni non è più un’opzione, ma una necessità imprescindibile per affrontare le sfide contemporanee legate alla sostenibilità e alla salute collettiva. In questo scenario, la formazione ambientale, anche all’interno delle organizzazioni sindacali diventa una componente fondamentale per preparare i rappresentanti a svolgere un ruolo di avanguardia nelle aree di loro competenza, promuovendo uno sviluppo che sia reale e misurabile.
Rafforzare la cultura ambientale nel sindacato deve essere considerato un processo trasversale, in grado di garantire due risultati principali: una maggiore consapevolezza tra la popolazione verso i problemi ambientali e la stimolazione alla partecipazione attiva nei processi decisionali.
È essenziale, pertanto, che i sindacati adottino nuovi modelli economici, attraverso i quali sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica possano confrontarsi con i modelli di sfruttamento che attualmente predominano e che stanno generando una progressiva perdita di benessere per la collettività.
Scienza, natura ed economia: le interazioni che non possiamo più ignorare
Il progresso tecnico-scientifico non può prescindere dall’uso razionale delle risorse naturali, il che implica l’adozione di tecnologie orientate al risparmio energetico, alla riorganizzazione della produzione e alla ricerca di soluzioni efficaci e durevoli.
Affinché i sindacati possano acquisire una vera preparazione ecologica, è necessario innanzitutto sviluppare la cultura ambientale tra i formatori stessi, così da affrontare in maniera scientifica le interazioni complesse tra società, natura ed economia.
Un approccio multidisciplinare e rigoroso che, applicato alla gestione del patrimonio boschivo e idrogeologico, può tradursi in strumenti concreti di monitoraggio, tutela e ripristino degli equilibri naturali che reggono la vita degli ecosistemi.
Un percorso che continua
Il convegno del 19 maggio consolida il percorso di consapevolezza e partecipazione attiva della comunità, costruendo un fronte comune di cittadini, professionisti e istituzioni uniti dalla stessa convinzione: che prendersi cura del patrimonio naturale sia il presupposto indispensabile per qualsiasi forma autentica di sviluppo.
Nello specifico, il fiume Nera, i suoi boschi e il suo equilibrio idrogeologico non sono semplici eredità del passato, ma risorse vitali da custodire, monitorare e restituire intatte a chi verrà dopo di noi.












0 commenti