Una data cruciale per il settore della scuola e del pubblico impiego, grazie allo sciopero generale proclamato da USB PI, a cui aderiscono CUB SUR, CIB Unicobas e F.I.S.I.
Lavoratori, studenti e personale Ata si sono incontrati a Roma per una manifestazione in Piazza Vidoni dalle 10.30.
Ciro Silvestri, segretario generale FISI, ha dichiarato: “L’adeguamento degli stipendi al costo della vita deve essere automatico e non soggetto a negoziazioni; è un diritto universale che non ammette trattative al ribasso. Chiediamo pertanto lo stanziamento delle risorse necessarie a garantire l’aumento di trecento euro netti a tutti i dipendenti pubblici, necessari al recupero del potere di acquisto dei salari drammaticamente crollato a causa del rialzo dell’inflazione”.
Oltre all’aumento dei salari, i sindacati aderenti rivendicano la stabilizzazione di tutti i precari e l’istituzione di un osservatorio speciale per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Antonia Esposito, segretaria nazionale FISI Scuola, ha affermato: “E’ il concetto stesso di lavoro che è sotto attacco e non a caso i primi a risentirne sono i lavoratori del pubblico impiego. Non sono più ammissibili ricatti e l’uso della precarizzazione del lavoro come strumento di manipolazione dei lavoratori”.
Esposito ha inoltre aggiunto: “Non si può tacere di fronte ad un crescente spreco di risorse per la militarizzazione dei conflitti e all’opposto tagli progressivi alla scuola. Come sindacato promuoviamo una scuola di qualità con al centro i diritti e i bisogni degli alunni, dei docenti e del personale ATA. Ad esempio, gruppi classe di 15 alunni invece di 30 e così assumere tutti i docenti precari e stabilizzare anche il personale ATA. La stabilizzazione dei precari è la vera priorità, assumendo TUTTI i docenti delle GM, consentendo l’abilitazione con sovvenzioni statali ai docenti in GPS seconda fascia che non possono permettersi di partecipare al mercato dei CFU, e immettendo in ruolo i docenti che hanno superato il concorso PNRR”.
Ciro Silvestri ha concluso: “In questa direzione auspichiamo una sempre maggiore unione con i sindacati di base per il futuro del lavoro. Dall’altra parte, infatti, abbiamo i sindacati che firmano la contrattazione e poi scendono in piazza per i diritti che hanno contribuito a scardinare”.
Fonte: Oggiscuola
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