Allora vi facciamo paura?
Il 30 ottobre eravamo in piazza in migliaia. Docenti, ATA, infermieri, precari, studenti, pensionati, madri e padri. Persone comuni che hanno rinunciato a una giornata di stipendio per difendere i propri diritti e quelli di tutti.
Lo avete visto tutti: non c’è stato nessuno scontro. Nessuna violenza, nessun disordine. Solo striscioni, bandiere, cori e tanta voglia di farci sentire. Una manifestazione totalmente pacifica.
E allora perché?
Perché, proprio mentre camminavamo insieme, nessuno di noi riusciva ad andare in diretta?
Perché sui nostri schermi comparivano avvisi su “contenuti sensibili”?
Che cosa c’è di sensibile in un lavoratore che chiede un salario giusto? In un’insegnante che dice basta precarietà? In migliaia di persone che chiedono pace?
Perché silenziarci così?
Forse perché una piazza pacifica, unita e piena fa più paura di qualsiasi scontro. Le immagini di migliaia di persone che non urlano odio ma chiedono giustizia sono le più difficili da raccontare come un problema.
Ma sappiatelo: non ci avete silenziati. Abbiamo documentato ogni passo, ogni volto, ogni voce. E continueremo a farlo, perché raccontare uno sciopero non è un contenuto sensibile: è un diritto. È democrazia.
Più provate a spegnerci, più forte ci sentirete.
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