ASSICURAZIONE SANITARIA INTEGRATIVA PER IL PERSONALE SCOLASTICO. È DAVVERO UNA BUONA NOTIZIA?

da | Set 13, 2026 | Scuola, Attualità | 0 commenti

Quando un docente o un collaboratore scolastico ha bisogno di una visita specialistica, il problema non è teorico. È il tempo che passa mentre la salute peggiora, oppure la scelta di pagare di tasca propria ciò che il Servizio sanitario nazionale dovrebbe garantire.

Per questo l’annuncio di un’assicurazione sanitaria integrativa per il personale della scuola può apparire come una buona notizia. E proprio per questo va esaminato senza slogan. La misura è prevista dall’articolo 14, comma 6, del decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25, convertito nella legge 9 maggio 2025, n. 69.

La FISI parte da una posizione semplice: ogni aiuto concreto ai lavoratori merita attenzione, ma una copertura privata non può diventare la risposta al progressivo indebolimento della sanità pubblica: bisogna far attenzione al fatto che l’app a cui rivolgersi in caso di problemi, si legge nelle specifiche di adesione, è UniSalute (parte del gruppo UniPol), il colosso di riferimento delle cliniche private convenzionate…

Un fondo può integrare prestazioni ulteriori; non può sostituire ciò che spetta a ogni cittadino in quanto diritto. Ci si avvia altrimenti verso il modello americano, in cui la salute ha smesso di essere un diritto universale garantito a ogni cittadino con la tessera sanitaria ed è diventato un privilegio legato al contratto di lavoro e alla polizza sottoscritta: chi ha l’assicurazione accede alle cure, chi non ce l’ha resta indietro.

Anche i numeri chiedono chiarezza. Il decreto prospetta prestazioni fino a 3.000 euro annui per beneficiario, mentre lo stanziamento complessivo è di 260 milioni di euro. Rapportato al personale del comparto scuola, equivale indicativamente a circa 216 euro per ciascun addetto nell’arco di quattro anni. Il massimale dichiarato, dunque, non coincide con la somma realmente disponibile per ogni lavoratore. Prima di aderire occorre conoscere prestazioni effettive, esclusioni, tempi, costi di gestione e modalità di recesso.

Preoccupa inoltre che le risorse siano state inizialmente individuate nel Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni scolastiche. Sarebbe una contraddizione sottrarre denaro alla scuola per finanziare un servizio affidato a un soggetto privato. In una stagione nella quale ingenti risorse pubbliche vengono destinate al riarmo, la risposta alle liste d’attesa non può essere quella di accompagnare i lavoratori verso il mercato delle polizze.

C’è poi una questione di libertà. Se si parla di tutela collettiva, perché l’adesione deve avvenire individualmente? La scelta deve essere realmente volontaria, informata e reversibile. L’esperienza del Fondo Espero ci impone di non considerare mai una firma, né il silenzio-assenso, come un passaggio senza conseguenze. Ed è bene osservare a 360° l’intromissione dei privati nella scuola pubblica: ancora un tassello che si aggiunge ai partenariati di formazione scuola – lavoro, all’ orientamento in aziende compromesse col mercato delle armi, fondi pensionistici di enti privati dai nomi accattivanti, piattaforme e registri elettronici – sempre privati – che vogliono incamerare i nostri dati facendoci accedere con SPID personali e CIE.

La FISI chiede al ministro Valditara di pubblicare integralmente condizioni, coperture e criteri di affidamento; di garantire che nessuna risorsa venga sottratta al funzionamento delle scuole; di escludere automatismi nell’adesione; e di investire anzitutto nel Servizio sanitario nazionale, perché curarsi in tempi dignitosi non diventi un privilegio riservato a chi può permetterselo.

Non diremo a ciascun lavoratore cosa fare della propria salute. Il nostro compito è metterlo nella condizione di scegliere con piena consapevolezza e impedire che una decisione individuale diventi l’alibi per un arretramento dello Stato, che continuerà così a investire nel riarmo e negli affari con le altre grandi lobby internazionali. E per di più col nostro assenso!

Una polizza può aiutare il singolo; un servizio pubblico forte protegge tutti. La salute del personale scolastico è un diritto, non un prodotto da collocare sul mercato… né tanto meno una integrazione.

Ricordiamo, per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni specialistiche, che esiste già una legge per superare il problema delle liste d’attesa: è infatti previsto il “Percorso Tutela”, ai sensi dell’art. 3, comma 13, del D.Lgs n. 124/1998, rivolto a tutti gli utenti che ne fanno istanza, per i quali l’erogazione in regime istituzionale non consente di usufruire della visita e/o prestazione strumentale o diagnostica richiesta entro i tempi di garanzia, come ricordavamo nella video intervista allegata (dal min 20:03).

Antonia Esposito – Segretaria Nazionale FISI Scuola


“Non è nella rassegnazione, ma nella ribellione di fronte alle ingiustizie, che noi ci affermeremo”.
Paulo Freire

 

COMUNICATO INTEGRATO ASSICURAZIONE INTEGRATIVA

 

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