Oggi, 28 luglio 2026, un gruppo di cittadini era presso Guardia di Finanza di Firenze per denunciare il rifiuto del pagamento in contanti del 30 maggio 2026 a Villa Medicea di Castello.
Secondo quanto si legge sul sito, la cooperativa Coopculture gestisce le biglietterie di: giardino di Boboli, Gli Uffizzi, corridoio Vasariano, palazzo Pitti, cenacolo di Onnissanti, museo archeologico nazionale di Firenze, museo dell’opificio delle pietre dure, museo di San Marco, cenacolo del Fuligno, villa Medicea della Petraia, villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del Territorio, cenacolo di Andrea del Sarto e San Salvi, cenacolo di Sant’Apollonia, chiostro dello Scalzo.
https://www.coopculture.it/it/citta/firenze/
Pretendiamo il rispetto dei diritti sanciti dall’Art. 1277 del codice civile e dall’Art. 693 del codice penale che punisce chiunque rifiuti il pagamento con l’unica moneta avente corso legale.
Non è finita qui.. seguite i prossimi video..














Pagare in contanti è ancora un diritto sancito dalle nostre leggi, accettare il pagamento da parte degli esercenti e specialmente se si tratta di servizio pubblico, è un obbligo.
Non accettare il contante determina una restrizione arbitraria delle nostre libertà. Le carte elettroniche che ad ogni uso tolgono qualcosa all’economia reale per dare un aggio alle banche, che controllano ogni nostro acquisto e spostamento, devono rimanere un opzione e non un obbligo. Deve rimanere una comodità e non diventare una prigione. Grazie a tutti coloro che lottano affinché non si perda questo diritto che non è una banalità.
Una bella iniziatica che.cindivido pienamente . L’esposto fatto alla GDF di Firenze non può e non dovrà rimanere un fatto isolato.Il piccolo gruppo con il coraggio e la determinazione dimostrato merita altri gruppi che , con la stessa determinazione e audacia , aiutino a crescere il gruppo a livello di movimento nazionale!
Accesso negato al giudice Sceusa all’Abbazia di Pomposa. Lui ha proceduto così:
“Attraverso un cortese addetto al luogo, ho parlato telefonicamente con la direttrice dell’importante complesso architettonico/religioso. Le ho esposto il problema e lei, cortesemente, mi ha consentito l’ingresso gratuito. Tuttavia, poiché non deve trattarsi di una graziosa elargizione individuale, mi sono fatto indicare il recapito email del ministero dei beni culturali, responsabile del luogo e della sua fruibilità pubblica, nonché, tristemente, della scelerata delibera di sopprimere l’acquistabilità del biglietto, per contanti.
A quel ministero ho indirizzato il seguente reclamo:
Spett. Ministro pro tempore del dicastero della cultura, segnalo che per l’accesso al complesso della Basilica di Pomposa (Codigoro-Ferrara) è imposto il pagamento di un biglietto esclusivamente mediante carta di credito.
Il pagamento per contanti mi è stato rifiutato.
Segnalo che questo rifiuto è contro la legge. L’art. 693 cp punisce, anche se con sola sanzione amministrativa pecuniaria, chi rifiuta pagamenti in contanti.
Invito pertanto a ripristinare l’esercizio del diritto a pagare in contanti per chi lo voglia.
Distinti saluti
Paolo Sceusa
Pomposa, 11 agosto 2026
Infine, cari amici, vi segnalo l’estrema importanza della difesa, prima di tutto individuale, dei diritti di ciascuno. Il diritto che non difendi ti verrà calpestato, anche dallo stato che dovrebbe garantirtelo.
Pertanto vi invito a indirizzare una consimile protesta al ministero evitando il copia-incolla, dato che il fatto non vi è accaduto personalmente, ma che risulta di vostra conoscenza.
L’indirizzo email è:
mn-bo.abbaziapo-fe@cultura.gov.it
Ancora: all’interno della Basilica c’è uno spazio riservato alla preghiera. Esso deve avere accesso libero e gratuito per un tempo non limitato se non dall’orario di chiusura della chiesa. Nemmeno di questo si viene informati all’ingresso.”
Bravi