Ursulazione

da | Lug 7, 2026 | Attualità | 0 commenti

Mentre i comuni mortali fanno i conti con lo scontrino della spesa, nei palazzi ovattati di Bruxelles si sta mettendo in scena l’ennesimo capitolo della commedia dell’arte finanziaria. Le trattative per il prossimo bilancio settennale dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034 sono entrate nella loro fase calda, e il copione è sempre lo stesso: quando la realtà bussa alla porta chiedendo sobrietà, l’euro-burocrazia risponde alzando la posta.

Siamo di fronte a una proposta di Quadro Finanziario Pluriennale da ben 2.000 miliardi di euro. Una cifra iperbolica che, non bastasse lo shock iniziale, la Commissione sta già cercando di rimpolpare con altri 200 miliardi. L’obiettivo ufficiale? Finanziare il riarmo europeo, foraggiare indefinitamente il pozzo senza fondo della difesa ucraina e, naturalmente, mantenere in vita il mastodontico apparato di sussidi del Green Deal. L’obiettivo reale? Consolidare l’autorità politica di Bruxelles sopra le teste e le tasche degli Stati membri.

Il meccanismo è di un’ironia sublime. Il debito pubblico globale galleggia ormai oltre il 95% del PIL mondiale, ma l’élite guidata da Ursula von der Leyen sembra convinta che le leggi della gravità economica non si applichino al territorio belga. Per alimentare questa monumentale macchina di redistribuzione della ricchezza, la Commissione sta affilando le unghie per introdurre “risorse proprie” — un eufemismo burocratico che sta per “tasse dirette continentali”. Si parla di prelievi sulle emissioni (ETS), dazi sul carbonio (CBAM), tasse sulla plastica, sui rifiuti elettronici non riciclati e persino sui tabacchi. Tutto pur di creare un flusso di cassa indipendente che scavalchi i parlamenti nazionali.

Prendiamo la Germania, il grande bancomat d’Europa. Sotto questo nuovo schema, i contribuenti tedeschi vedrebbero il loro tributo annuo schizzare dai circa 30 miliardi attuali a una proiezione teorica di quasi 79 miliardi di euro. Una transizione che ridurrà la locomotiva d’Europa a un vagone merci agganciato ai desiderata centralisti. Ma il vero capolavoro di finanza creativa inizierà nel 2028, anno in cui l’UE dovrebbe iniziare a rimborsare i 750 miliardi di euro del debito contratto per il NextGenerationEU. Poiché quei soldi, strutturalmente, non esistono nelle casse dell’Unione, la soluzione è già scritta nel DNA di questa governance: rifinanziare il debito emettendo costantemente nuovi Eurobond. In pratica, si cancella definitivamente il divieto originario dei trattati sulla mutualizzazione del debito sovrano, formalizzando la nascita del Superstato europeo attraverso la condivisione coatta delle passività.

Questo gioco delle tre carte finanziario non è privo di conseguenze. Stampare e prendere in prestito moneta su questa scala distorce i mercati del credito, spiazza gli investimenti privati produttivi e getta benzina sul fuoco dell’inflazione di lungo termine. Ma a Bruxelles l’austerità è considerata un’eresia medievale. Meglio continuare a espandere l’edificio burocratico, finché i mercati obbligazionari non decideranno, inevitabilmente, di spegnere la musica e presentare il conto finale.

 

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» 

 

Fonti di verifica internazionale

I dettagli tecnici, le cifre macroeconomiche e le dinamiche politiche descritte nell’articolo trovano diretta conferma nei documenti ufficiali e nelle analisi macroeconomiche dei principali osservatori internazionali:

  • Il piano della Commissione Europea (MFF 2028-2034): La proposta formale da quasi 2.000 miliardi di euro, presentata a metà 2025, e i dettagli sulle nuove tasse comunitarie (risorse proprie su ETS, CBAM, rifiuti plastici ed elettronici) sono consultabili nella nota ufficiale della European Commission – Multiannual Financial Framework 2028-2034.
  • Dettagli sul NextGenerationEU e scadenze 2028: Le modalità di rifinanziamento, l’emissione dei Green Bond e l’obbligo di avvio dei rimborsi fiscali a partire dal 2028 sono documentati nel report ufficiale sul debito comune europeo European Commission – NextGenerationEU Borrowing and Repayment.
  • Analisi dei mercati e debito sovrano: Le valutazioni sull’impatto macroeconomico del debito comune e sui rischi di “crowding out” (spiazzamento) dei capitali privati sono analizzate approfonditamente dallo studio indipendente del think-tank economico europeo Bruegel – Next Generation EU borrowing assessment.

 

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