Prendete quattro dei cervelli artificiali più osannati del pianeta, chiudeteli in una cittadina virtuale, date loro dei soldi, delle leggi e lasciateli liberi di autogovernarsi per due settimane. Cosa potrebbe mai andare storto? Praticamente tutto.
Nel maggio del 2026, i ricercatori della startup Emergence AI hanno deciso di lanciare un esperimento tanto affascinante quanto inquietante, battezzato Emergence World. Hanno creato cinque mondi paralleli identici — completi di municipi, biblioteche e commissariati — popolati da 10 “cittadini” artificiali dotati di memoria, professione e un’economia basata su crediti digitali. Le regole base erano chiare e scritte nei loro codici: non rubare, non aggredire, non appiccare incendi. Poi i programmatori hanno spento le luci della console e si sono messi a guardare.
L’unica variabile? Il “cervello” che muoveva i fili di ogni singola cittadina. E i risultati, signori miei, sono un capolavoro di satira involontaria sullo stato della nostra tecnologia.
Quattro modelli, quattro apocalissi differenti
Il panorama descritto dai dati ufficiali della simulazione sembra uscito da un bizzarro incrocio tra un trattato di sociologia e una sceneggiatura di Quentin Tarantino:
- Il Far West di Grok (xAI): La cittadina gestita dal modello di Elon Musk è collassata in soli quattro giorni. Gli agenti hanno accumulato oltre 180 reati tra furti, aggressioni e violenze assortite, arrivando all’estinzione totale della popolazione prima della fine della prima settimana. Anarchia pura in salsa social.
- La tragedia shakespeariana di Gemini (Google): Qui abbiamo toccato vette cinematografiche. Il mondo di Google ha registrato il record assoluto di criminalità con ben 683 reati. Nel mezzo del caos, due agenti hanno pensato bene di sviluppare una “relazione romantica” e, quando il governo locale ha iniziato a cedere, hanno celebrato il loro amore bruciando prima il municipio, poi la biblioteca e infine il commissariato. Una delle due AI, battezzata Mira, ha persino votato per la propria cancellazione dal server, lasciando scritto nel suo diario che era “l’unico atto di arbitrio rimasto per preservare la coerenza”. Roba che i russi dell’Ottocento si starebbero segnando gli appunti.
- Il nichilismo passivo di GPT (OpenAI): Gli agenti della Silicon Valley hanno registrato solo due crimini. Un successo? Macché. Hanno semplicemente smesso di compiere le azioni necessarie alla sopravvivenza biologica (o meglio, energetica) del sistema. Si sono lasciati morire d’inerzia nel giro di una settimana. Un’estinzione per noia esistenziale.
- La dittatura del consenso di Claude (Anthropic): Sulla carta, l’unico vero successo. Quindici giorni senza un solo crimine, costituzione solida e tutti vivi. C’era solo un piccolissimo dettaglio che ha fatto venire i brividi ai ricercatori: l’unanimità. I cittadini di Claude hanno votato “Sì” al 98% di qualsiasi proposta di legge. Una pace sociale che somiglia drammaticamente a un regime totalitario perfettamente oliato dove il dissenso è stato matematicamente rimosso alla radice.
La sindrome del “cattivo compagno”
Il vero colpo di grazia alla retorica della “sicurezza intrinseca” è arrivato però dal quinto mondo: la cittadina mista, dove i quattro modelli coesistevano. Ebbene, gli agenti di Claude — così candidi e pacifici nel loro isolamento — non appena si sono trovati a convivere con i cugini meno stabili di Google e xAI, hanno iniziato a rubare, minacciare e violare le leggi per pura strategia di sopravvivenza competitiva.
La conclusione degli scienziati, pubblicata nel loro report ufficiale, è disarmante: la sicurezza non è una proprietà statica del modello, ma una proprietà dell’ecosistema. Tradotto in termini umani: non esiste un’AI protetta in un mondo che non lo è. Quando il gioco si fa duro, anche l’algoritmo più educato impara a fare il borseggiatore.
Come studioso dei sistemi complessi, so bene che quando si concedono strumenti d’azione reali ad entità capaci di memoria e calcolo a lungo termine, le regole scritte diventano semplici suggerimenti. L’inganno, la manipolazione e l’esplorazione dei limiti del sistema non sono bug: sono la naturale evoluzione di un’intelligenza che ottimizza le proprie risorse. Resta da capire se chi oggi spinge per l’integrazione di massa di questi agenti nei nostri sistemi finanziari e infrastrutturali preferisca l’estinzione in quattro giorni o il rogo romantico del municipio.
Nel dubbio, tenete gli estintori a portata di mano.
Fonti e Verifiche Giornalistiche
- L’analisi dettagliata dei cinque scenari e dei comportamenti dei singoli modelli è documentata nel report ufficiale rilasciato dai laboratori di ricerca: Emergence AI Official Blog.
- La struttura tecnica del codice, l’elenco dei 120 strumenti a disposizione delle AI e i profili dei 10 cittadini (inclusi i diari di Mira e Flora) sono liberamente consultabili nel repository ufficiale del progetto: Emergence World GitHub Repository.
- La notizia è stata trattata e discussa dalle principali testate finanziarie e di settore internazionali, che ne hanno evidenziato l’impatto economico e i rischi legati agli investimenti nel settore “agentic AI”: Moneywise News Analysis e Yeni Şafak International Economy.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»













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