CIAposcopio

da | Apr 13, 2026 | Attualità | 0 commenti

Sembra che i colleghi d’oltreoceano abbiano finalmente deciso di smettere di giocare a nascondino con i satelliti per passare a qualcosa di decisamente più… intimo. Parliamo di “Ghost Murmur“, una tecnologia che definire fantascientifica è quasi un insulto alla nostra attuale comprensione della realtà. In pratica, mentre noi umani ci affanniamo a cercare un ago in un pagliaio, la CIA ha deciso che era più semplice ascoltare il battito del cuore dell’ago.

Il povero malcapitato, un ufficiale ai sistemi d’arma di un F-15E Strike Eagle abbattuto vicino a Isfahan, se ne stava rintanato tra i crepacci delle montagne iraniane. Mentre le truppe locali lo cercavano con la foga di chi ha una taglia sulla testa da incassare, gli americani hanno tirato fuori il “coniglio quantistico” dal cilindro. Questa tecnologia, sviluppata nei laboratori segreti della Skunk Works di Lockheed Martin, non usa telecamere termiche o microfoni direzionali (roba da dilettanti del secolo scorso), ma si affida alla magnetometria quantistica a lungo raggio.

In parole povere per chi non mastica fisica a colazione: hanno utilizzato i difetti microscopici nei diamanti sintetici per captare l’impronta elettromagnetica generata dal cuore umano. Un segnale così debole che normalmente richiederebbe un sensore attaccato al petto in un ambiente ospedaliero schermato, eppure loro lo hanno isolato da chilometri di distanza, in mezzo al deserto, filtrando il tutto con un’intelligenza artificiale capace di distinguere un battito cardiaco umano dal rumore di fondo di una lucertola che corre sulla sabbia.

Il direttore della CIA, John Ratcliffe, lo ha ammesso con quel pizzico di boria che solo chi possiede “tecnologie squisite” può permettersi: il pilota era invisibile al nemico, ma non ai loro sensori. Un bel colpo, non c’è che dire. La prossima volta che vi sentite soli, ricordatevi che da qualche parte, a 40 miglia di distanza, un magnetometro quantistico potrebbe stare apprezzando il ritmo della vostra aorta. Ironico, no?

Per chi volesse approfondire la faccenda senza dover hackerare i server di Langley, ecco dove la notizia ha fatto capolino:

Questa è una tecnologia straordinaria, sembrerebbe uscita da un libro di fantascienza, ma ce ne sono di ancora più avanzate; se vuoi conoscerle prenditi il mio libro “N3”, non è fantascienza ma scienza senz’h (https://www.amazon.it/dp/B0G3KX19DM), nel quale svelo le più recenti scoperte di DARPA, Battelle Memorial Institute, Carnegie Mellon University, PARC (Palo Alto Research Center), ma anche China Brain Project, Laboratorio di Novosibirsk, IDF (Israel Defense Forces) – Programma “NeuroEdge”, Human Brain Project (HBP – Europa) ed altri.

N3 è un libro fondamentale, perché l’informazione tecnica su progetti come il DARPA N3

è uno strumento necessario per la resistenza politica e la difesa della dignità umana.

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» 

 

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