PAMPERSJOB

da | Mar 9, 2026 | Attualità | 0 commenti

Cari amici, sedetevi perché quello che sto per raccontarvi ha dell’incredibile, eppure i dati parlano chiaro: la Generazione Z sta riscrivendo le regole del reclutamento, portando un “accompagnatore” d’eccezione ai colloqui di lavoro. E no, non parlo di un supporto morale fuori dalla porta, ma di genitori che entrano fisicamente nella stanza (reale o virtuale che sia) per dare una mano ai loro “piccoli” di vent’anni abbondanti.

Secondo recenti indagini condotte da piattaforme come ResumeTemplates e Zety, circa un quarto dei giovani appartenenti alla Gen Z ha ammesso di essersi presentato a un colloquio scortato da un genitore. Ma non finisce qui: il fenomeno del “parental coaching” spinto all’estremo vede madri e padri intervenire attivamente, rispondendo alle domande dei selezionatori o, udite udite, tentando di negoziare lo stipendio e i benefit per conto dei figli. Immaginate la scena: “Mio figlio è bravissimo, ma per meno di trentamila euro l’anno non si alza dal divano… vero tesoro?”.

Le statistiche sono ancora più spiazzanti se guardiamo all’intero processo di ricerca: quasi il 44% dei giovani ha ricevuto aiuto dai genitori per scrivere il CV e il 21% ha lasciato che fosse il papà o la mamma a contattare direttamente il recruiter. Una sorta di “elicottero genitoriale” che non smette di volare nemmeno dopo l’assunzione, dato che una fetta non trascurabile di questi nuovi lavoratori continua a consultare i genitori per gestire i conflitti in ufficio o per chiedere ferie e aumenti.

Certo, qualcuno punta il dito contro la pandemia, colpevole di aver atrofizzato le abilità sociali e la fiducia in sé stessi. Altri, con un filo di sarcasmo, citano il “coddling” universitario tra Care Bears e gelati gratuiti che non avrebbe preparato i ragazzi alla giungla del mercato del lavoro. Sta di fatto che i manager sono basiti: trovarsi di fronte a un candidato che non riesce a sostenere lo sguardo senza cercare l’approvazione materna non è esattamente il miglior biglietto da visita per chi cerca autonomia e proattività.

Insomma, stiamo passando dal “portate i figli al lavoro” al “portate i genitori al colloquio”. Resta da capire se, una volta assunti, la mamma verrà anche a fare il caffè per l’intero ufficio o se si limiterà a preparare la schiscetta, cosa che, peraltro, pare accada ancora nell’83% dei casi. Benvenuti nel nuovo mondo del lavoro, dove il talento è di famiglia.

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» 

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