NAPOLI, ASSEMBLEA NAZIONALE NO NATO. L’INTERVENTO DI CIRO SILVESTRI

da | Feb 22, 2026 | Attualità | 0 commenti

L’intervento di Ciro Silvestri, Segretario Generale del Sindacato FISI, alla 2° Assemblea Nazionale del Coordinamento Nazionale No Nato, che si è tenuta a Napoli ieri, 21 febbraio, presso l’ex Asilo Filangieri.

Buonasera

Provo a partire da una domanda semplice.

Quando parliamo di guerra, di NATO, di riarmo, di geopolitica… di cosa stiamo parlando davvero? Stiamo parlando di strategie militari? Di equilibri internazionali? Di schieramenti? Oppure stiamo parlando della vita concreta delle persone?

Perché io credo che la vera questione sia questa: la guerra non è solo ciò che accade nei teatri di conflitto. La guerra è una scelta politica che incide ogni giorno sulle nostre città, sui nostri salari, sulle nostre scuole, sui nostri ospedali.

E incide in modo molto preciso: spostando risorse.

Ogni aumento della spesa militare non è un numero astratto. È una decisione. È una priorità. È una gerarchia di valori.

Quando si decide di destinare miliardi in più agli armamenti, si decide che quei miliardi non andranno: alla sanità pubblica, alla scuola, alla messa in sicurezza dei territori, al lavoro stabile e dignitoso. Non è retorica. È contabilità pubblica.

E allora la domanda è questa: Che tipo di società stiamo costruendo quando finanziamo la morte e riduciamo gli investimenti nella vita?

Il riarmo non è solo un fatto militare. È un modello di sviluppo. È un’idea di futuro fondata sulla paura, sull’emergenza continua, sulla competizione permanente. E la paura produce sempre un effetto politico: rende le persone più sole, più ricattabili, più disposte ad accettare sacrifici.

Mentre si parla di sicurezza esterna, si indebolisce la sicurezza interna: quella del lavoro, quella della salute, quella della casa, quella dell’istruzione. Vediamo ospedali sotto organico. Scuole che cadono a pezzi. Giovani costretti ad emigrare. Famiglie che non arrivano a fine mese. E nello stesso tempo si chiede al Paese di accettare come inevitabile l’aumento delle spese militari.

Il punto politico decisivo è questo: rendere visibile il nesso tra riarmo e impoverimento sociale.

Dobbiamo implementare l’inchiesta dossier sulle installazioni militari, la mappatura delle basi è importante.

Ma dobbiamo fare un passo in più, velocizzare la mappatura. Dobbiamo velocizzare e renderla pubblica, accessibile, comprensibile a un’ampia fascia del Paese.

La conoscenza deve diventare patrimonio collettivo, non strumento per pochi addetti ai lavori.

Ma non basta conoscere. Dobbiamo collegare la lotta contro la militarizzazione alla battaglia per i diritti sociali. Se restiamo nella sola denuncia geopolitica, parleremo sempre agli stessi. Se mostriamo che la guerra impoverisce, che il riarmo sottrae futuro, che la militarizzazione normalizza la precarietà, allora allarghiamo il campo.

La vera alternativa non è solo “meno armi”. È un diverso modello di sviluppo: investire nella sanità, investire nella scuola, investire nella ricerca civile, investire nella sicurezza del territorio, investire nel lavoro. Investire nella vita.

Una società può scegliere di investire nella paura. Oppure può scegliere di investire nella cura.

Noi abbiamo scelto da che parte stare.

 

Ciro Silvestri

 

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