È iniziato l’iter del disegno di legge di bilancio per il 2027 che ha già ottenuto l’autorizzazione del presidente della Repubblica ed è stato trasmesso alla Presidenza della Camera.
Per quanto riguarda il comparto Scuola, si prevede a partire dall’anno scolastico 2027/2028, una riduzione di 4.925 posti dell’organico dell’autonomia e di 2.049 posti delle dotazioni organiche del personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario).
Dopo il nostro video sulla manovra, dal Governo è arrivata la risposta: “nessuna cattedra tagliata, è solo lo 0,5%, solo potenziamento”.
Allora siamo andati a vedere cosa c’è scritto davvero.
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“Solo potenziamento”? Nell’articolo 66 la parola “solo” non c’è. Il testo riduce l’organico dell’autonomia, che comprende posti comuni, sostegno e potenziamento. Una promessa in un’intervista non è una norma di legge.
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“Nessuno perderà il posto”? Chi è di ruolo resta. Ma dal 2027/28 spariscono 4.925 posti docenti e 2.049 ATA, perché chi va in pensione non verrà sostituito. Il posto non lo perde chi c’è: lo perde chi doveva entrare, cioè migliaia di precari.
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“È solo lo 0,5%”? Quello 0,5% arriva dopo i 7.834 posti già tagliati dalla manovra 2025. In tre anni sono 14.808 posti in meno.
E anche se fosse davvero “solo” potenziamento, il potenziamento serve: è recupero per chi resta indietro, inclusione, laboratori, supplenze brevi. Tagliarlo vuol dire togliere ore agli studenti, togliere futuro ai precari e caricare di più chi resta a scuola.
Chiediamo il ritiro dell’art. 66 e un piano di assunzioni per docenti e ATA precari.
La manovra è in Parlamento e può ancora cambiare. Lo sciopero del 30 ottobre non era la fine: era l’inizio.
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