Per il 30 ottobre 2026 si terrà uno sciopero plurisettoriale che interesserà i seguenti settori: Comparto Scuola (anche paritaria e privata), Cooperative Sociali e Comparto Sanità (pubblica e privata).
Si sciopera:
– Contro l’economia di guerra e il riarmo: opposizione alla destinazione di risorse pubbliche alle spese militari e alle guerre.
– Contro il carovita e per il potere d’acquisto: richiesta di abbassare i prezzi dei beni primari, le tariffe e gli affitti, e di adeguare i salari e le pensioni all’inflazione.
– Per i salari e il lavoro precario: rivendicazione di aumenti salariali reali per il personale del pubblico impiego e della ricerca/università, e contrasto alla precarietà.
– Solidarietà e mobilitazione internazionale: collegamento con la giornata di sciopero e mobilitazione dei lavoratori portuali contro il traffico di armi e la militarizzazione, oltre a proteste legate al contesto geopolitico (inclusa la situazione in Palestina).
Per la Scuola, ricordiamo che i dirigenti scolastici sono tenuti a darne immediata comunicazione ai lavoratori ed all’utenza, sia con avviso per il tramite dei docenti tutti sia per mezzo di avviso da pubblicare sul sito dell’istituto ed affiggere fuori dell’istituto, avvertendo che “causa sciopero, il giorno 30 ottobre 2026, non si garantisce il servizio”.
I lavoratori non sono tenuti a dichiarare anticipatamente l’adesione o meno allo sciopero: se ritengono, hanno la facoltà di comunicare che non hanno ancora deciso e che decideranno la mattina del giorno stesso.
Docenti ed ATA incaricati a tempo indeterminato o determinato, che non risulteranno presenti a scuola e che non si siano dichiarati in malattia, secondo normativa vigente, risulteranno automaticamente in sciopero.
Lo sciopero copre l’intera giornata, straordinari ed attività aggiuntive, progetti, straordinari, collegi docenti e riunioni.













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