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(2 minuti e 31 secondi)
Ah, che meraviglia la nostra cara vecchia Europa, un luogo incantevole dove la libertà di espressione è sacra, intoccabile e rigorosamente vietata appena qualcuno si azzarda a dire qualcosa che non aggrada ai padroni del vapore. Negli ultimi tempi, il nostro illuminatissimo e lungimirante presidente francese, Emmanuel Macron – quell’ex banchiere con la straordinaria tendenza a confondere il dissenso politico con un disturbo dell’ordine pubblico – ha deciso di fare un piccolo passo avanti. O meglio, un gigantesco salto indietro direttamente nelle accoglienti braccia di George Orwell.
Parlando con la stampa, il nostro piccolo Napoleone in doppiopetto ha pensato bene di scagliarsi contro la sulfurea e pericolosissima “libertà di parola all’americana”, rea di permettere a chiunque di esprimere opinioni senza prima passare il vaglio di un comitato di inquisitori statali. Del resto, perché mai i cittadini dovrebbero avere il diritto di criticare le politiche fallimentari dei loro governanti senza rischiare una denuncia, un blocco social o una ramanzina televisiva? È noto che la democrazia funzioni molto meglio quando a decidere cosa sia vero o falso sono le stesse persone che combinano i disastri.
La logica dei nostri leader europei è di una limpidissima coerenza sovietica: se il popolo si lamenta, la colpa non è di chi governa ma dei social media che diffondono “disinformazione”. Tradotto dal politichese: qualsiasi critica sensata che metta in crisi l’establishment viene bollata d’ufficio come fake news. Nel frattempo, assistiamo a uno spettacolo tragicomico dove la Germania premia alleanze militari in nome della pace, la burocrazia britannica discute su come abolire i concetti arcaici di madre e padre per fare spazio a neologismi algidi e anaffettivi, e i governi del continente fanno a gara per monitorare chiunque osi fiatare fuori dal coro.
È un vero capolavoro di ingegneria sociale. La libertà è diventata sinonimo di censura, la pace si difende armando la retorica del pensiero unico e il dissenso viene trattato alla stregua di un contagio biologico da estirpare con il lanciafiamme normativo. Se la classe dirigente europea ha bisogno di imbavagliare chiunque la pensi diversamente per difendere le proprie idee, forse il problema non è la libertà degli altri, ma il fatto che le loro idee siano semplicemente immondizia. Ma tranquilli, andrà tutto bene, purché vi ricordiate di applaudire al padrone mentre vi sfila di tasca pure l’ultimo diritto civile.
Fonti di riferimento:
- ZeroHedge: Macron Goes Full Orwell
- American Thinker / ZeroHedge: Cowardly Europe Fears Dissent
Carlo Makhloufi Donelli
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