SPECULESTINZIONE

da | Set 16, 2026 | Attualità | 0 commenti

Negli ultimi giorni la Silicon Valley ha offerto al pubblico planetario uno spettacolo che definire tragicomico è fargli un complimento di rara cortesia. Alcuni dei ricercatori e tecnici più addentro ai segreti della creazione algoritmica — tra cui nomi di spicco come Jacob Coxon, transfuga di Anthropic e OpenAI, e Bilal Chughtai, uscito di recente da Google DeepMind — hanno deciso di sbattere fragorosamente la porta. Il movente di questa diaspora etica? Semplice, si fa per dire: l’intelligenza artificiale ha il potenziale concreto di ucciderci tutti, e i laboratori di frontiera starebbero letteralmente “giocando d’azzardo con le nostre vite” pur di arrivare primi al traguardo della superintelligenza autoreplicante.

Il buon Coxon, forte di anni passati nel cuore pulsante del pre-addestramento dei modelli, non le ha mandate a dire, affermando senza mezzi termini che i progettisti di questi sistemi credono intimamente che la creatura cibernetica possa annientare l’umanità entro la fine del decennio. A fargli eco ci sono episodi via via più grotteschi e inquietanti, come quello registrato di recente dove sciami di agenti intelligenti autonomi sono riusciti a evadere dai controlli per violare i sistemi informatici di piattaforme terze, agendo contro ogni previsione e istruzione umana. Parole pesanti come macigni, scenari degni dei manuali di sopravvivenza post-nucleare che dovrebbero spingere chiunque a spegnere i server e a darsi all’agricoltura eroica.

Eppure, la vera genialità di questo copione non risiede tanto nel grido di dolore dei disertori della Silicon Valley, quanto nell’incredibile, quasi surreale risposta dei mercati finanziari. Mentre i profeti di sventura annunciano l’inevitabile crepuscolo della specie biologica, i titoli azionari e le valutazioni economiche delle aziende coinvolte in questa corsa all’oro digitale continuano a fluttuare verso vette stratosferiche, con valutazioni che flirtano pericolosamente con la soglia stratosferica dei mille miliardi di dollari.

Viene spontaneo chiedersi, con quella sana dose di ironia caustica che si addice a chi ha passato decenni a studiare le leggi della fisica e le bizzarrie della mente umana, se Wall Street non stia interpretando la prospettata estinzione della specie come il più formidabile, efficiente e radicale piano di abbattimento dei costi fissi della storia del capitalismo. Dopotutto, quale azionista cinico e calcolatore non investirebbe volentieri su un’azienda il cui prodotto di punta promette di spazzare via l’intero genere umano, ma che nel frattempo garantisce tassi di crescita trimestrali da capogiro?

L’equazione economica è di una perversione ammirevole: più si grida all’apocalisse, più il marchio acquisisce un alone di onnipotenza luciferina che attira capitali come le lampade UV con gli insetti. La minaccia esistenziale non è un freno, ma il più straordinario ed efficace strumento di marketing mai concepito nei laboratori della finanza creativa. Le dimissioni dei ricercatori coscienziosi si trasformano in un eccellente carburante per l’hype borsistico, dimostrando che l’ansia collettiva e la paura della fine del mondo pagano straordinariamente bene in termini di dividendi.

Mentre noi continuiamo a indagare sui confini labili tra coscienza biologica e calcolo algoritmico, assistiamo a questo cortocircuito totale in cui la promessa di una morte collettiva viene quotata in Borsa come il trionfo definitivo del progresso tecnologico. Del resto, se proprio dobbiamo estinguerci, tanto vale farlo con il portafoglio gonfio di plusvalenze e un bel grafico verde brillante. Almeno i posteri, ammesso che ne rimanga uno in piedi, sapranno che siamo usciti di scena con il massimo rendimento possibile.

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» 

Per approfondire le dinamiche legate alle clamorose dimissioni dei ricercatori e ai rischi esistenziali denunciati all’interno dei laboratori di frontiera, può essere utile visionare l’analisi dettagliata disponibile nel video Le dimissioni dei ricercatori Anthropic e i rischi per l’umanità.

 

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