RoboScop

da | Mag 28, 2026 | Attualità | 0 commenti

Se anche voi avete sempre sognato di vivere come i Jetsons o, più prosaicamente, avete accumulato pile di piatti nel lavandino che ormai sviluppano una propria coscienza e un PIL autonomo, la soluzione arriva – indovinate un po’? – da San Francisco.

Una startup locale chiamata Gatsby ha deciso che era giunto il momento di svoltare la storia dell’umanità, o quantomeno quella dei pavimenti appiccicosi. Per la modica cifra fissa di 150 dollari a sessione, indipendentemente dal fatto che abitiate in un monolocale o in un attico degno di un re del narcotraffico, potete scaricare un’app e prenotare un robot umanoide (nello specifico, parrebbe un modello della scuderia Unitree) che si presenterà alla vostra porta armato di buone intenzioni e stracci in microfibra.

L’azienda ha già celebrato il primo storico servizio di pulizia consumer sul suolo americano. Niente più agenzie tradizionali, niente tariffe orarie che lievitano come il pane di Altamura, e soprattutto – dicono loro – “nessun umano in casa”. Il che, tradotto per noi cinici studiosi, significa che potete finalmente evitare quel sottile e fastidioso senso di colpa sociale quando lasciate che qualcun altro raccolga i vostri calzini sporchi dal pavimento.

Ma fermiamo i motori e guardiamo sotto il cofano di questo miracolo tecnologico, perché l’ironia dell’intelligenza artificiale “incarnata” è sempre dietro l’angolo.

Il robot fa miracoli? Certo, se per miracolo intendete pulire le superfici lisce, i vetri e i piani cottura. Lì va in autonomia. Ma quando la faccenda si fa complessa – tipo capire se quel cumulo di carta sul tavolo sia spazzatura o il progetto di laurea di vostro figlio – subentra il vero “trucco”. Molte delle operazioni più delicate e “di concetto” vengono gestite tramite teleoperazione. In parole povere: c’è un operatore umano, seduto magari dall’altra parte del mondo (diciamo in Pakistan o in India), che impugna un joystick, guarda attraverso le telecamere del robot e pilota le braccia meccaniche.

Quindi, un piccolo consiglio da amico e da scienziato: se decidete di testare il futuro della robotica domestica, evitate di girare per casa in mutande o in condizioni di discutibile decoro. C’è un’alta probabilità che un signore a seimila chilometri di distanza stia prendendo appunti sul vostro bucato.

Naturalmente, i fondatori della startup ci assicurano che questa fase di “ibridazione” è solo temporanea. Ogni casa pulita è una montagna di dati, ogni correzione umana è addestramento neurale. Tra qualche anno, l’operatore remoto sparirà, il robot avrà imparato a memoria ogni piega del nostro disordine e il costo crollerà ulteriormente, mandando definitivamente in pensione il mercato dei servizi di pulizia tradizionali e la manodopera immigrata.

Il progresso non si può fermare, ed è inutile fare i luddisti con lo scopone di saggina in mano. Dobbiamo solo imparare a convivere con queste innovazioni. Nel frattempo, io continuo a studiare le sinapsi e la fisica quantistica, ma per i piatti nel lavandino… quasi quasi scarico l’app.

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» 

 

Fonti per approfondire:

 

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