C’è qualcosa di profondamente ironico nel vedere la generazione più “connessa” della storia dell’umanità diventare, di fatto, la più casta. Mentre i loro nonni (me compreso) dovevano inventarsi scuse improbabili per sfuggire al controllo parentale e imboscarsi in una 500, i giovani d’oggi — i nostri cari amici della Gen Z — sembrano aver scambiato il calore umano con il bagliore bluastro di uno smartphone. E non parlo di una scelta monastica consapevole, ma di una vera e propria “carestia ormonale”.
Le statistiche, che non hanno il senso dell’umorismo ma sono implacabili come una formula di fisica quantistica, ci dicono che i ventenni attuali fanno meno sesso di qualsiasi altra generazione precedente da quando abbiamo iniziato a misurare queste cose. Quasi un terzo dei giovani maschi è in “sciopero bianco” da almeno un anno. Ma perché?
Il problema è che abbiamo sostituito l’interazione biologica con quella digitale. Il ghosting è diventato lo sport nazionale: è molto più facile sparire nel nulla con un clic che gestire l’imbarazzo di un rifiuto guardandosi negli occhi. La tecnologia, che dovrebbe facilitare l’incontro, ha creato una barriera di ansia da prestazione e perfezionismo da filtro Instagram che rende l’intimità reale quasi terrorizzante.
Aggiungiamoci una spruzzata di isolamento post-pandemico, il fatto che molti vivono ancora con i genitori (e non per scelta, ma per un’economia che sembra progettata da un sadico) e una dose massiccia di pornografia online che altera la percezione della realtà, ed ecco servito il cocktail del desiderio spento. Da studioso della biologia molecolare, so bene che il contatto fisico non è solo un piacere, è una necessità per il nostro equilibrio neuroimmunologico. Eppure, ci stiamo evolvendo verso una sorta di “asessualità digitale” dove l’algoritmo ha preso il posto dell’istinto.
Forse dovremmo ricordare a questi ragazzi che, nonostante l’intelligenza artificiale faccia passi da gigante, non esiste ancora un software capace di replicare l’ossitocina prodotta da un abbraccio vero. Meno swipe, più pelle. Altrimenti, l’unica cosa che si riprodurrà in futuro saranno i video su TikTok.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»
Fonti per la verifica dei dati:
- Institute for Family Studies (2024): Analisi dei dati del General Social Survey (GSS) che confermano un calo drastico dell’attività sessuale settimanale tra gli adulti americani (dal 55% del 1990 al 37% del 2024), con il picco negativo proprio tra i 18 e i 29 anni. Link alla fonte
- CDC (Centers for Disease Control and Prevention): Lo Youth Risk Behavior Survey (2023) evidenzia che la percentuale di studenti delle superiori sessualmente attivi è in costante calo dal 2013. Link alla fonte
- Scientific American / JAMA Network Open: Uno studio del 2020 condotto da ricercatori della Indiana University ha rilevato che quasi 1 uomo su 3 tra i 18 e i 24 anni non ha avuto rapporti sessuali nell’ultimo anno. Link alla fonte
- Psychology Today: Analisi del legame tra declino dell’attività sessuale, ansia sociale e l’uso pervasivo della tecnologia e dei social media. Link alla fonte













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