Tra le motivazioni dello sciopero generale indetto dalla FISI vi è anche la protesta contro lo sfascio della sanità pubblica cagionato da una gestione politica regionale clientelare che sta orientando la popolazione verso la sanità privata ed a pagamento ( per chi se lo può permettere). In pandemia migliaia di morti sono stati causati dall’assenza di una assistenza territoriale efficace che ha di fatti abbandonato i pazienti a casa senza possibilità alcuna di diagnosi, cura e assistenza. Il “mantra” ideato dal Governo della “tachipirina e vigile attesa” è servito a giustificare l’assenza di ogni assistenza territoriale a spese della vita delle persone che , per poter accedere alle cure, dovevano attendere le prime difficoltà respiratorie ( quando era già tardi)La gestione della sanità , delegata alle regioni per la modifica al Titolo V della Costituzione, ha generato clientele, voto di scambio ed aumenti dei costi. Nel contempo , negli ultimi anni, si è proceduto a limitare le assunzioni pubbliche di Medici, Infermieri, O.S.S. ed addetti alle pulizie , sostituiti da Cooperative di servizi su cui Sindaci e politici locali di maggioranza hanno ottenuto assunzioni clientelari. “Molti sono stati gli scandali in sanità” dichiara il Segretario Generale della FISI Rolando Scotillo , che chiosa “in Pandemia , però , tale distorsione è stata più evidente con la scusa dello Stato di emergenza. Mascherine, Presidi Sanitari ( respiratori?) ad alto costo ed inefficienti e assegnazioni di posti letto al privato senza evidenza pubblica, hanno caratterizzato la “Pandemia” come un pozzo senza fondo con risorse pubbliche (pagate dal contribuente) utilizzate a fini privati sulla pelle del cittadino. Non ha senso , visto ciò che è successo, mantenere in capo alle Regioni la competenza del Sistema Sanitario che deve essere riportata nelle competenze dello Stato per una maggior equità. Il Governo precedente ha sulla coscienza 30.000 morti per abbandono. Tale è infatti la differenza media di mortalità tra l’Italia ed altri Paesi. Che la giustizia faccia il suo corso ed individui le responsabilità.”
SI TERRA’ IL 23 MARZO A CATANIA, L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO
A seguito della proclamazione dello stato di agitazione nazionale per il comparto dei VIGILI DEL FUOCO, è stata indetta un’assemblea nazionale per discutere dei seguenti punti: - il contratto collettivo che vede un aumento stipendiale del 6,7%, a fronte di un aumento...
Avanti così bisogna smuovere le coscienze dei cittadini e lavoratori ed ottenere sentenze che diano giustizia vera
Iniziativa sacrosanta e giusta ed è proprio per questo motivo che verrà sottaciuta e censurata in tutti i modi.
Grazie! W la Verità !!!
Scendere in piazza ! Contrastiamo questo tunnel in cui ci stanno mettendo!
Condivido tutto ma dove a Milano e a che ira.Bon potete non dire ste cose…cavoli!!!!
Grazie sempre Noi non Molleremo MAI
Partecipiamo in massa
Buongiorno. Sono di Lodi. Anche qui ci sarà una manifestazione?