La storia della Chiesa cattolica negli ultimi secoli ci mostra una trasformazione significativa nel modo in cui essa si rapporta con il mondo moderno. Una delle conseguenze più rilevanti dell’Illuminismo è stata la graduale perdita di fiducia della Chiesa nella propria legittimità spirituale, spingendola a cercare validazione attraverso mezzi secolari.
Questo cambiamento ha portato la Chiesa a commettere quello che potremmo definire un errore strategico fondamentale: invece di mantenere salda la propria missione spirituale, ha iniziato a combattere le proprie battaglie sul terreno dei suoi critici – quello della ragione pura, dell’economia e della politica. Come notava acutamente Thomas Mann nel suo “Doctor Faustus”, l’Ortodossia commise l’errore di voler giustificare la fede attraverso la ragione, cedendo progressivamente terreno fino a compromettere gli elementi fondamentali della propria dottrina.
Oggi vediamo le conseguenze di questa deriva nelle frequenti incursioni della Chiesa nel campo della politica temporale. Mentre esistono certamente questioni che intersecano sia la sfera spirituale che quella politica – come l’aborto, che tocca principi fondamentali della fede – la maggior parte degli interventi politici della Chiesa va oltre il suo mandato spirituale.
Le conseguenze di questo sconfinamento sono molteplici e preoccupanti. In primo luogo, ogni volta che la Chiesa si avventura in questioni puramente politiche, erode la propria autorità morale. Quando i leader ecclesiastici prendono posizioni su politiche specifiche, come l’immigrazione o altre questioni controverse, rischiano di trasformare questioni di prudenza politica in imperativi morali assoluti, creando false dicotomie per i fedeli.
Un esempio recente di questa problematica è l’approccio della Chiesa alle politiche migratorie.
Quando i leader ecclesiastici presentano una specifica posizione politica come l’unica moralmente accettabile, costringono i fedeli a scegliere tra la loro fede e le loro convinzioni politiche legittime. Questo non solo mina l’autorità della Chiesa, ma rischia anche di allontanare i fedeli dalla loro comunità spirituale.
Inoltre, questa focalizzazione sulle questioni politiche distrae la Chiesa dalla sua missione principale: la cura delle anime e la trasmissione delle verità eterne. Quando i leader ecclesiastici dedicano energie e risorse a dibattiti politici, inevitabilmente sottraggono attenzione alle questioni spirituali che dovrebbero essere al centro del loro ministero.
C’è anche un rischio pratico in questo approccio: in un sistema politico essenzialmente binario, quando la Chiesa critica aspramente una posizione politica, finisce implicitamente per sostenere l’alternativa, che potrebbe essere in contrasto con altri valori fondamentali della fede cattolica.
La sfida per la Chiesa moderna è quindi quella di ritrovare il giusto equilibrio: deve mantenere la sua voce morale su questioni fondamentali senza trasformarsi in un attore politico. Deve ricordare che la sua forza non risiede nella capacità di influenzare politiche specifiche, ma nella sua missione spirituale e nella sua capacità di guidare le anime verso le verità eterne.
In un’epoca in cui l’autorità morale della Chiesa è già stata messa alla prova da varie crisi, è fondamentale che essa si concentri sul recupero della sua missione originaria. Solo ritornando alle sue radici spirituali e mantenendo una prudente distanza dalle dispute politiche quotidiane, la Chiesa potrà preservare la sua autorità morale e continuare a essere una guida significativa per i fedeli nel mondo contemporaneo.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»
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