Guardando lo spettacolo pirotecnico andato in scena a Washington, non ho potuto fare a meno di sorridere amaramente pensando a come la burocrazia sanitaria globale riesca sempre a superare i confini dell’assurdo.
Il dottor Anthony Fauci, l’oracolo in camice che per anni ci ha spiegato come vivere, respirare e persino guardare un tramonto, ha deciso di regalarci una performance da record davanti al Senato degli Stati Uniti. Convocato sotto mandato di comparazione per sviscerare le reali origini del virus e la fantasmagorica gestione pandemica, il nostro eroe ha optato per una strategia di difesa degna di un prestigiatore da strapazzo: invocare il Quinto Emendamento per oltre cento volte di fila.
Il dettaglio delizioso — e francamente surreale — è che tutto questo accade nonostante goda già di un grazioso indulto preventivo firmato dall’amministrazione Biden. Insomma, hai la fedina penale lavata con la candeggina presidenziale per un intero decennio di decisioni, eppure, quando ti chiedono se per caso hai finanziato ricerche sulla manipolazione virale o se hai suggerito al capo del NIH di «leggere e poi distruggere» i documenti scottanti, preferisci trincerarti nel silenzio costituzionale. Geniale.
Se solo i miei elettroni si comportassero con così tanta elusività quando cerco di misurarne lo spin nei sistemi biologici, avrei risolto la fisica quantistica applicata alla neuroimmunologia in un weekend di pioggia a Genova.
Ora il senatore Rand Paul non ci sta e ha giustamente calendarizzato un voto per oltraggio al Congresso.
Ma la questione di fondo, spogliata di questa farsa giuridica, è di una gravità cristallina: quando un tecnocrate intoccabile decide che la trasparenza è un optional negoziabile, il sistema democratico smette di essere scienza e diventa una teocrazia dell’omertà.
Se non stabiliamo un principio inequivocabile di responsabilità per chi gestisce la salute pubblica con la disinvoltura di un giocatore di poker d’azzardo, il prossimo burocrate in giacca e cravatta potrà tranquillamente riscrivere le leggi della biologia e della morale senza che nessuno osi chiedere il conto.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»












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