CONSERVATORIO DI NAPOLI: UNA STORIA DI PRESTIGIO DA TUTELARE

da | Mar 7, 2026 | Attualità | 0 commenti

Il Conservatorio di San Pietro a Majella vanta una storia di prestigio che poche altre istituzioni, in Italia e in Europa, possono legittimamente rivendicare.

Secoli di eccellenza musicale, di rigore formativo, di maestri e allievi che hanno contribuito a definire i canoni stessi della musica colta occidentale: già solo questo dovrebbe indurre la dirigenza a custodire con estrema attenzione tale eredità, a mantenerne intatto il valore e, se possibile, a lavorare per accrescerlo.

Invece accade l’opposto. Per conservare un prestigio sempre più formale che sostanziale, si assiste a una progressiva semplificazione dei percorsi di studio, non orientata alla qualità dell’insegnamento ma alla necessità di garantire numeri di iscrizione funzionali alle logiche amministrative. Il prestigio non viene più difeso attraverso l’eccellenza, ma simulato mediante l’abbassamento degli standard formativi.

In questo contesto proliferano pratiche opache: interpretazioni forzate dei regolamenti, aggiramento dei vincoli formativi, fino alla costituzione di commissioni valutative prive delle competenze specifiche richieste per le materie oggetto di esame. Ne derivano titoli formalmente validi, ma sostanzialmente svuotati di significato, perché non fondati su una valutazione rigorosa, qualificata e disciplinarmente coerente.

La vicenda è talmente paradossale da aver indotto una studentessa a chiedere di ripetere un esame con una commissione realmente competente, nonostante fosse stata formalmente promossa

A rendere il quadro ancora più grave è il clima che si è progressivamente instaurato all’interno dell’istituzione.

Chi denuncia queste pratiche, chi chiede trasparenza, chi pretende semplicemente che il funzionamento del Conservatorio resti all’altezza del prestigio che merita, si trova spesso esposto a meccanismi di repressione e ritorsione, diretti o indiretti. Il dissenso non viene considerato una risorsa critica, ma un problema da contenere.

Non meno preoccupante è la gestione degli incarichi e delle funzioni interne. Non è pensabile che, in un’istituzione di tale rilievo, il conferimento di ruoli e responsabilità non avvenga secondo criteri rigorosamente meritocratici, trasparenti e verificabili.

Eppure, proprio l’assenza di tali criteri alimenta il sospetto, tutt’altro che infondato, di una vera e propria parentopoli del Conservatorio, dove relazioni personali e prossimità contano più delle competenze e del merito.

Per tutte queste ragioni, appare ormai necessario che gli organi superiori di vigilanza, controllo e indirizzo esercitino pienamente le proprie prerogative.

Il prestigio di San Pietro a Majella non può essere affidato all’autoreferenzialità di una gestione opaca, né sacrificato sull’altare della convenienza amministrativa.

Un’istituzione che ha attraversato i secoli merita oggi attenzione, approfondimento e controlli rigorosi, affinché la sua storia non venga ridotta a una semplice etichetta e la sua funzione pubblica sia finalmente ricondotta all’altezza del nome che porta.

Ciro Silvestri

Indice dei contenuti

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

Categorie

Eventi

DECOLONIZZARE LA CONOSCENZA

DECOLONIZZARE LA CONOSCENZA

Prima iniziativa pubblica del nodo regionale della rete nazionale @docenti.per.gaza. Una rete che, già da quasi 2 anni, supporta ostinatamente la lotta di bambini, ragazzi e docenti palestinesi, in difesa del diritto-dovere all’insegnamento critico e consapevole. Una...

Leggi anche

Robotaxi

Robotaxi

Addio Volante: L’Invasione dei Robotaxi è qui (e non chiede il permesso)