Era il 19 agosto del 1976 quando Martin Scorsese fece uscire nelle sale inglesi il suo film “Taxi Driver”; in quel momento vivevo a Londra, e lo vidi in prima serata all’Odeon Leicester Square, rimanendone molto colpito. La storia di quel tassista americano era straordinariamente potente.
Oggi, a distanza di 50 anni, mentre la maggior parte degli umani è ancora impegnata a litigare per un parcheggio o a interpretare la segnaletica stradale come se fosse un testo in aramaico antico, il panorama urbano americano sta subendo una mutazione molecolare definitiva. Come studioso di sistemi complessi, osservo con un misto di ammirazione e sottile ironia come stiamo delegando il caos delle nostre strade a una serie di algoritmi che, a differenza nostra, non soffrono di crisi esistenziali né hanno bisogno di caffeina per restare lucidi alle tre del mattino.
La mappa della mobilità autonoma negli Stati Uniti non è più un esperimento confinato a qualche isolato di Mountain View; è diventata una vera e propria scacchiera geopolitica della tecnologia. Waymo (braccio destro di Alphabet) guida la carica, avendo ormai colonizzato Phoenix, San Francisco e Los Angeles, e sta ora portando il suo “Driver” a sorseggiare caffè ad Austin e Atlanta. Hanno persino iniziato a scorrazzare sulle autostrade, il che è tutto dire: se un software riesce a sopravvivere al traffico di LA senza un esaurimento nervoso, forse c’è speranza anche per la fisica quantistica applicata alla vita quotidiana.
Dall’altro lato, abbiamo Tesla, che dopo anni di promesse “quasi pronte”, ha finalmente lanciato i suoi servizi ad Austin e nella Bay Area. Elon Musk sta spingendo l’acceleratore sulla produzione del Cybercab per la primavera del 2026, con l’obiettivo di invadere città come Miami, Dallas e Las Vegas. E parlando di Las Vegas, non dimentichiamo Zoox (di proprietà Amazon), che con i suoi veicoli a forma di tostapane simmetrico sta già trasportando turisti lungo la Strip, dimostrando che non serve un volante per capire dove finisce il divertimento e dove inizia il calcolo computazionale.
Siamo di fronte a una transizione di fase: dal carbonio del guidatore al silicio del processore. È un’evoluzione naturale, quasi biologica. In fondo, se le molecole sanno come organizzarsi senza un direttore d’orchestra, perché non dovrebbero farlo anche le nostre automobili? L’unica vera domanda rimane: cosa faremo con tutto quel tempo libero che guadagneremo non dovendo più fissare il paraurti di chi ci precede? Scommetto che troveremo il modo di sprecarlo comunque in modo brillantemente umano.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»
Fonti di Verifica e Approfondimento
Le informazioni riportate sulla diffusione e lo stato dei servizi robotaxi negli USA sono confermate dalle seguenti fonti ufficiali e testate di settore:
- Espansione e Operatività di Waymo: I dettagli sulla presenza di Waymo a Phoenix, San Francisco, Los Angeles e l’espansione ad Austin e Atlanta tramite Uber sono confermati dai report ufficiali di Alphabet e dalle analisi di mercato del 2025.
- Strategia e Lancio di Tesla Robotaxi: Le notizie sul lancio del servizio Tesla ad Austin e i piani per il Cybercab e l’espansione in nuove città nel 2026 sono documentate dalle comunicazioni agli azionisti e dai report di settore.
- Operazioni di Zoox (Amazon): La disponibilità del servizio a San Francisco e Las Vegas con veicoli purpose-built senza volante è confermata dai recenti lanci pubblici.
- Mappatura Generale del Mercato 2025-2026: Una visualizzazione completa della competizione tra Waymo, Tesla e Zoox nel mercato statunitense.













0 commenti