Ah, il progresso. Viviamo con queste protesi digitali incollate alle orecchie (o peggio, infilate nelle tasche dei pantaloni, proprio lì vicino a “preziose” ghiandole) convinti che, se lo Stato non dice nulla, allora tutto sia sotto controllo.
E invece, in un tranquillo giovedì di metà gennaio, ecco che la FDA (Food and Drug Administration) americana decide di fare le “pulizie di primavera” sul proprio sito web. Ma non hanno rimosso refusi o vecchie foto: hanno cancellato i paragrafi in cui si affermava con granitica certezza che i cellulari fossero del tutto innocui.
Ohibò, che sorpresa.
Come studioso che mastica fisica quantistica, biologia molecolare e neuroimmunologia da qualche decennio, non posso che sorridere (amaro) davanti a questa “ritirata strategica”. Per anni ci hanno raccontato la favola del “nessuna prova evidente”, ignorando deliberatamente studi come quello del National Toxicology Program (NTP) che già evidenziava tumori cardiaci e danni al DNA nei ratti. Ma si sa, i ratti non votano e non pagano abbonamenti 5G.
Ora il vento è cambiato. Il Dipartimento della Salute (HHS), sotto la nuova spinta della commissione “Make America Healthy Again”, ha deciso che forse — e dico forse — è il caso di studiare seriamente le lacune nelle nostre conoscenze. Il portavoce dell’HHS, Andrew Nixon, lo ha ammesso candidamente: hanno rimosso le “vecchie conclusioni” perché ora parte una ricerca su larga scala per identificare i rischi reali delle nuove tecnologie. Insomma, prima ci hanno fatto fare da cavie per vent’anni, e ora si chiedono se per caso non ci sia qualche “buco” nella sicurezza.
L’ironia della sorte? Mentre la FDA cancella le rassicurazioni, altre agenzie come il CDC restano lì, immobili come vecchi mobili di soffitta, a ripetere che “non ci sono prove certe”. Un cortocircuito burocratico che farebbe ridere, se non riguardasse la salute di qualche miliardo di persone.
La verità è che la scienza, quella vera, non ha mai smesso di lanciare segnali. È la politica (e la convenienza industriale) che spesso preferisce il tasto “mute”. Ma quando l’autorità sanitaria più influente al mondo decide di far sparire le prove del suo ottimismo, beh, è il segnale che persino loro non possono più ignorare l’evidenza delle onde.
Forse, tra un selfie e l’altro, dovremmo iniziare a chiederci se quel calore che sentiamo all’orecchio sia solo il gossip dell’interlocutore o qualcosa di decisamente più… energetico.
Fonti consultate e verificate:
- US health department will launch study on cellphone radiation – Al Arabiya (Link)
- US HHS to start study on cellphone radiation – Seeking Alpha (Link)
- RFK Jr.’s Health Department Quietly Removes Webpages Saying Cellphones Aren’t Dangerous – KFF Health News / Wall Street Journal (Link)
- US Department of Health initiates large-scale study on mobile phone radiation – UNN News (Link)
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»














0 commenti