CRONOS

da | Gen 3, 2026 | Attualità | 0 commenti

Ecco una sintesi organica e definitiva delle mie ricerche sul tempo elastico. Come studioso che naviga tra le pieghe della fisica quantistica e i meandri della neuroimmunologia, non posso che guardare con una certa ironia alla pretesa umana di misurare la vita con un quadrante svizzero. La realtà è che abitiamo in un “montaggio cinematografico” perennemente post-prodotto dal nostro cervello.

Cronos è un’illusione: come il nostro cervello manipola il tessuto della realtà

Se pensate che un secondo sia un’unità di misura immutabile, vi consiglio di rivedere le vostre certezze biofisiche. Il tempo non è un binario su cui scorriamo, ma una costruzione plastica che il nostro cervello modella per scopi puramente utilitaristici: risparmiare energia e sopravvivere. Come ricercatore, trovo affascinante (e vagamente inquietante) scoprire quanto la nostra “materia grigia” sia disposta a mentirci pur di mantenere l’efficienza metabolica.

La dittatura dell’efficienza: L’Effetto Oddball (Peter Tse)

Il cervello è un economista spietato. Quando lo stimolo è ripetitivo, i neuroni entrano in uno stato di “soppressione della risposta”. Ma basta un elemento inaspettato – un “Oddball” – perché il sistema si risvegli. Peter Tse ha dimostrato che la novità richiede una potenza di calcolo maggiore; questo surplus di energia viene interpretato dalla coscienza come una dilatazione temporale. In breve: la noia accorcia la vita (percepita), la sorpresa la allunga.

Memoria densa e cadute libere: Il fattore Eagleman

David Eagleman ha portato la ricerca agli estremi, letteralmente lanciando persone nel vuoto. Il suo studio sulla caduta libera ha rivelato che in situazioni di panico non è il “tempo reale” a rallentare, ma è l’amigdala che inizia a scrivere dati in modo frenetico. Quando poi recuperiamo quel ricordo, la densità dei dettagli ci inganna, facendoci credere che l’evento sia durato un’eternità. Siamo noi a creare lo “slow motion” attraverso un eccesso di archiviazione neurale.

Cronostasi: Il “fermo immagine” degli occhi

Vi siete mai chiesti perché, guardando un orologio, la lancetta dei secondi sembri talvolta bloccata? È la Cronostasi. Durante i movimenti saccadici (i rapidi spostamenti dell’occhio), il cervello sospende la visione per evitare l’effetto “mosso”. Per non farci percepire un buco nero temporale, esegue un “back-filling”: prende l’immagine finale e la proietta all’indietro, coprendo il vuoto del movimento oculare. Viviamo in una realtà costantemente “patchata” dal nostro software visivo.

La connessione Neuroimmunologica e Clinica

Qui la faccenda si fa seria. La percezione del tempo non è solo un gioco psicologico, ma ha riflessi diretti sulla nostra biologia molecolare.

  • Neuroimmunologia: Quando il cervello percepisce un tempo “dilatato” dal pericolo o dallo stress cronico, l’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene) rimane costantemente attivato. Questo inonda il sistema di cortisolo, che a lungo andare “spegne” la risposta immunitaria, rendendoci vulnerabili a patologie infiammatorie e autoimmuni. La distorsione temporale diventa, quindi, un fattore di rischio biologico.
  • Applicazioni Cliniche (PTSD): Comprendere che il trauma è un “tempo congelato” nella memoria densa permette di utilizzare tecniche come l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Stimolando i movimenti oculari, possiamo forzare il cervello a “ricodificare” quei frammenti temporali espansi, riportandoli a una dimensione gestibile e riducendo il carico infiammatorio neurogenico che ne deriva.

Tavola Sinottica delle Evidenze Scientifiche

Fenomeno Meccanismo Neurale Impatto Biologico Autore/Studio
Effetto Oddball Attenzione selettiva / Surplus energetico Espansione del presente Tse (2004)
Cronostasi Soppressione saccadica / Back-filling Illusione di tempo fermo Yarrow (2001)
Espansione Retrospettiva Iperattività dell’Amigdala Trauma / Memoria densa Eagleman (2007)
Stress Temporale Attivazione asse HPA Immunosoppressione Neuroimmunologia applicata

Riferimenti Bibliografici Peer-Reviewed

  1. Eagleman, D. M. (2007). “Does Time Really Slow Down during a Frightening Event?”PLoS ONE. Studio sulla percezione in caduta libera.
  2. Tse, P. U., et al. (2004). “Attention and the subjective expansion of time.”Perception & Psychophysics. Analisi dell’effetto Oddball.
  3. Yarrow, K., et al. (2001). “The ‘stopped-clock’ illusion.”Nature. Definizione della cronostasi saccadica.
  4. Pariyadath, V., & Eagleman, D. M. (2007). “The effect of predictability on subjective duration.”PLoS ONE. Efficienza di codifica e tempo.

 

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» 

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