Ogni volta che mi trovo all’estero e dico “sono italiano”, noto come gli occhi del mio interlocutore si illuminino. L’Italia evoca immediatamente arte, cultura, bellezza, stile di vita. Ma noi italiani sappiamo che il nostro Paese è molto più di questo: è una potenza manifatturiera, un laboratorio di innovazione, un crocevia di idee. È giunto il momento di ricordarlo a noi stessi e al mondo intero.
Da dove veniamo: l’Italia che ha fatto la storia
Guardiamo indietro per un istante. Nel dopoguerra, l’Italia ha compiuto quello che il mondo ha chiamato “miracolo economico”. Da paese prevalentemente agricolo e devastato dal conflitto, ci siamo trasformati nella settima potenza industriale mondiale. Non avevamo materie prime, non avevamo colonie, avevamo solo ingegno e determinazione.
Negli anni ’50 e ’60, mentre costruivamo le autostrade che ancora oggi percorriamo, la Olivetti creava il primo personal computer della storia, la Vespa conquistava le strade del mondo, e il design italiano diventava sinonimo di eccellenza globale. La nostra moda ridefiniva l’eleganza, la nostra cinematografia vinceva Oscar, e le nostre aziende familiari crescevano fino a diventare multinazionali.
Ancora oggi, nonostante le sfide degli ultimi decenni, l’Italia rimane:
– La seconda potenza manifatturiera d’Europa dopo la Germania
– Leader mondiale in 249 nicchie di mercato secondo la Fondazione Edison
– Il paese con il maggior numero di siti UNESCO al mondo
– La quinta meta turistica più visitata del pianeta
– Uno dei primi dieci esportatori mondiali
Dove siamo oggi: eccellenze nascoste
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma l’eccellenza italiana è ovunque nel mondo contemporaneo. Quando i grattacieli più alti del mondo vengono costruiti, è probabile che ci siano le gru di Raimondi o Favco. Quando una Ferrari romba su una strada americana, ha quasi certamente componenti di Brembo nei freni. Quando mangiamo una barretta di cioccolato in Giappone, potrebbe essere stata confezionata con macchinari IMA.
Esaminiamo alcuni esempi concreti di eccellenze italiane attuali:
Technoprobe di Cernusco Lombardone: questa azienda familiare è diventata leader mondiale nei microchip per test di semiconduttori. Ogni smartphone al mondo viene testato con la loro tecnologia.
Campari Group: da piccola distilleria a Novara è diventato un colosso globale che possiede alcuni dei marchi di spirits più iconici del mondo.
Dallara: dalle campagne di Parma, questa azienda fornisce telai per le competizioni internazionali più prestigiose, dalla Formula Indy alla Formula E.
Marcegaglia: da piccola officina a leader europeo nella trasformazione dell’acciaio, con 6.500 dipendenti e 60 stabilimenti nel mondo.
STMicroelectronics: i nostri semiconduttori sono in miliardi di dispositivi, dalle automobili Tesla agli smartphone Samsung.
Ciò che rende straordinarie queste storie è che spesso nascono in piccoli centri, crescono in modo sostenibile, innovano continuamente, e mantengono una dimensione umana pur diventando leader globali.
Cosa possiamo diventare: un futuro da protagonisti
L’Italia ha tutti gli ingredienti per essere protagonista nel mondo che verrà. Vediamo perché:
La transizione ecologica parla italiano. Le nostre aziende di energia rinnovabile come Enel Green Power, il nostro know-how nella gestione delle reti elettriche, le competenze nell’efficienza energetica ci posizionano in prima linea nella sfida climatica.
L’economia circolare è nel nostro DNA. Da sempre abituati a fare di più con meno risorse, siamo leader europei nel riciclo industriale (79% contro una media UE del 38%). Aziende come Aquafil trasformano reti da pesca abbandonate in fibre per tappeti di lusso.
L’agritech reinventato in chiave italiana. Startup come Agricolus o Sfera Agricola stanno rivoluzionando l’agricoltura di precisione, unendo tradizione millenaria e tecnologia avanzata.
La space economy italiana. Pochi lo sanno, ma l’Italia è il terzo contributore all’Agenzia Spaziale Europea. Aziende come Avio, che produce i lanciatori Vega, o Thales Alenia Space, che ha costruito il 50% della Stazione Spaziale Internazionale, dimostrano che il nostro futuro è anche nello spazio.
Life science in crescita esponenziale. Il polo farmaceutico italiano è tra i più innovativi d’Europa, con aziende come Diasorin che hanno sviluppato test diagnostici cruciali durante la pandemia.
La nostra vera natura: creatività che risolve problemi
Qual è dunque la giusta connotazione dell’Italia nel panorama globale? Non siamo semplicemente il paese del bello e del buono, siamo una nazione di problem solver creativi.
L’italianità è questa combinazione unica di pensiero divergente, adattabilità e risoluzione pragmatica dei problemi. È la capacità di vedere soluzioni dove altri vedono ostacoli, di innovare con risorse limitate, di trasformare vincoli in opportunità.
Lo vediamo nelle nostre PMI che con flessibilità hanno saputo adattarsi ai mercati globali. Lo vediamo nei nostri ricercatori che, spesso con budget limitati, producono pubblicazioni scientifiche di impatto mondiale. Lo vediamo nei nostri artigiani che fondono tradizione secolare e nuove tecnologie.
Un invito all’azione: essere parte del cambiamento
Non possiamo ignorare le sfide che ci attendono: l’invecchiamento demografico, il divario digitale, le diseguaglianze territoriali, la burocrazia spesso soffocante. Ma proprio queste sfide possono diventare il nostro prossimo “miracolo italiano”.
Ecco cosa possiamo fare, ciascuno nel proprio ambito:
– Riconoscere l’eccellenza attorno a noi. Celebriamo le storie di successo italiane, rendiamole virali, ispiriamo le nuove generazioni.
– Fare rete. Le nostre PMI hanno bisogno di crescere dimensionalmente per competere globalmente. Creiamo ecosistemi collaborativi tra università, imprese e istituzioni.
– Investire in formazione. Il capitale umano è la nostra risorsa più preziosa. Supportiamo formazione tecnica, scientifica e umanistica di eccellenza.
– Abbracciare il cambiamento. Il mondo evolve rapidamente, e l’adattabilità che è sempre stata nostra caratteristica deve guidarci verso i nuovi paradigmi economici e sociali.
Possiamo creare un nuovo Rinascimento italiano
Credo fermamente che l’Italia sia alla vigilia di una nuova rinascita. Come nel XV secolo, quando il Rinascimento italiano ha cambiato il corso della storia mondiale, oggi abbiamo l’opportunità di essere protagonisti di un rinnovamento globale basato sulla sostenibilità, sull’umanesimo tecnologico, sulla qualità della vita.
Non sarà un percorso privo di ostacoli, ma la nostra storia dimostra che proprio nelle difficoltà sappiamo dare il meglio. Guardiamo al futuro con la consapevolezza di ciò che siamo stati, l’orgoglio di ciò che siamo, e la visione di ciò che possiamo diventare.
L’Italia che può è già qui. Sta a noi scriverla insieme, giorno dopo giorno.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»
Sono una donna italiana di 67 anni( quindi giovanissima!) come posso far parte di questa rinascita!!!!