Come appassionato del gioco Risiko, ho sempre trovato affascinante il modo in cui la posizione strategica delle armate può determinare il successo o il fallimento della propria missione. Posizionare i propri carri armati nelle nazioni giuste, secondo una strategia ben definita, è essenziale per raggiungere i propri obiettivi.
In modo sorprendentemente simile, il commercio internazionale segue logiche strategiche comparabili, specialmente quando si osserva il complesso panorama commerciale degli Stati Uniti d’America, una delle nazioni più importanti al mondo.
L’immagine che accompagna questo articolo, realizzata da Bruno Venditti per Visual Capitalist, è molto esplicativa proprio su questo tema.
Perché è importante conoscere le importazioni stato per stato
Comprendere quali nazioni esportano verso quali stati americani non è un mero esercizio statistico, ma una chiave di lettura fondamentale dell’economia globale. Gli USA, considerati spesso come un’unica entità commerciale, sono in realtà un mosaico di 50 economie statali con caratteristiche, necessità e relazioni commerciali profondamente diverse tra loro.
Questa conoscenza offre vantaggi strategici sotto molteplici aspetti:
Per le aziende esportatrici
Per chi desidera entrare nel mercato americano, sapere quali stati importano prevalentemente da quali paesi permette di identificare:
– Mercati già saturi dove la competizione sarà più intensa
– Opportunità in stati dove i propri concorrenti nazionali sono meno presenti
– Nicchie di mercato non ancora adeguatamente servite
Per analisti economici e investitori
Questi dati consentono di:
– Prevedere l’impatto di tensioni geopolitiche sui singoli stati americani
– Valutare la vulnerabilità di determinate regioni USA a crisi economiche in specifici paesi esportatori
– Anticipare trend di sviluppo regionale basati sulle relazioni commerciali prevalenti
Per decisori politici
La mappa delle importazioni per stato aiuta a:
– Calibrare meglio accordi commerciali bilaterali e multilaterali
– Comprendere l’impatto reale di eventuali dazi o barriere commerciali
– Sviluppare strategie di sviluppo economico più mirate a livello regionale
Il puzzle delle importazioni americane
Analizzando i dati sulle importazioni, emergono pattern sorprendenti. Mentre la Cina domina come principale fornitore per la maggioranza degli stati americani (ben 23), il Messico rappresenta il principale partner commerciale per 8 stati, seguito dal Canada con 7 stati.
Questa distribuzione riflette non solo la prossimità geografica (particolarmente evidente per Messico e Canada), ma anche specializzazioni produttive e storiche relazioni commerciali. È illuminante osservare come stati confinanti possano avere partner commerciali principali completamente diversi, in base alla loro struttura economica e alle loro esigenze specifiche.
Oltre i partner principali: implicazioni più ampie
La diversificazione o la concentrazione delle importazioni in determinati stati ha implicazioni profonde. Stati con una forte dipendenza da un singolo paese esportatore sono potenzialmente più vulnerabili a shock esterni. D’altra parte, stati con una rete di importazioni più diversificata possono godere di maggiore resilienza, ma anche di minore specializzazione.
Come nel Risiko, dove controllare strategicamente determinati territori può garantire bonus e vantaggi, così nel commercio internazionale la presenza dominante in determinati stati americani può offrire a nazioni esportatrici un vantaggio competitivo significativo, specialmente in settori chiave dell’economia.
Quindi?
In un’era di crescente instabilità geopolitica e cambiamenti nelle catene di approvvigionamento globa li, comprendere la mappa dei principali partner commerciali di ogni stato americano diventa uno strumento indispensabile per navigare la complessità dell’economia mondiale.
Come giocatore di Risiko che posiziona attentamente le proprie armate per massimizzare il proprio vantaggio strategico, così nazioni, aziende e investitori dovrebbero analizzare attentamente questa mappa commerciale per orientare al meglio le proprie decisioni strategiche nel grande gioco dell’economia globale.
E soprattutto, secondo me, bisognerebbe conoscere meglio le dinamiche commerciali internazionali prima di decidere se determinate manovre sui dazi sono giuste, ingiuste o scellerate.
Adesso cercherò i dati relativi all’UE e, più specificamente, all’Italia, sempre che mi sia concesso di trovarli.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»
Non gioco a carte,tanto meno risico ma avendo visto la cartina ho capito perfettamente le sue proposte commerciali e le ho trovate,io che sono lontana anche dalle logiche economiche,strabiliantemente logiche facili gratificanti nelle soluzioni.grazie