IL “SUPERBONUS 110%” VISTO DAGLI AMERICANI!

da | Feb 19, 2025 | Attualità | 1 commento

Non dico nulla di nuovo se dico che moltissimi italiani guardano con attenzione ciò che accade al di là dell’Atlantico, criticando od elogiando le mosse dei governanti americani vecchi e nuovi, quasi come se guardassero una serie televisiva dove la fantasia è mascherata da realtà e quella realtà è innocua, basta spegnerla pigiando su un tasto del telecomando.

Ma gli americani come vedono noi italiani? Cosa pensano di noi e dei nostri governanti?

In questo senso mi ha molto colpito un articolo pubblicato ieri da Mike Shedlock su MishTalk, intitolato “L’Italia distribuisce ristrutturazioni domestiche gratuite al 110%, indovinate cosa è successo”.

Quel “indovinate cosa è successo” è molto più che ironico, è quasi offensivo, e contiene, soprattutto, una domanda che avremmo dovuto porci anche noi, prima di cadere nella trappola; ma vediamo il testo dell’articolo:

In Italia è in corso un esperimento di “Superbonus” della Modern Monetary Theory. Lo Stato paga il 110 percento delle ristrutturazioni domestiche.

Nel tentativo di stimolare l’economia durante la pandemia di Covid, il sostenitore della MMT e allora Primo Ministro Giuseppe Conte ha avuto un’idea non proprio brillante, che ora è così popolare che nessun politico è riuscito a respingerla completamente.

Gli appaltatori vanno porta a porta e offrono lavori di ristrutturazione gratuiti.

Il costo delle impalcature è aumentato del 400 per cento, mentre il costo del programma, stimato in 35 miliardi di euro, è ora di 220 miliardi di euro e in aumento.

 

Come bruciare 220 miliardi di euro

Queste considerazioni provengono da altro articolo americano.

Nel pieno della pandemia di COVID, con la BCE impegnata a mantenere bassi gli spread sovrani e le regole fiscali dell’UE sospese, l’Italia ha lanciato quello che sarebbe diventato uno degli esperimenti fiscali più costosi della storia. Il Primo Ministro Conte ha annunciato che il governo avrebbe sovvenzionato il 110% del costo delle ristrutturazioni abitative. Il “SuperBonus”, come è stata chiamata la politica, avrebbe migliorato l’efficienza energetica e stimolato un’economia che era cresciuta a malapena negli ultimi due decenni. I consumatori non avrebbero dovuto affrontare né vincoli economici né di liquidità:

Invece di sovvenzioni dirette in denaro, il governo ha emesso crediti d’imposta che potevano essere trasferiti. Un proprietario di casa poteva richiedere questi crediti direttamente contro le proprie tasse, farli richiedere dagli appaltatori contro le fatture o venderli alle banche. Questi crediti sono diventati una specie di valuta fiscale, uno strumento finanziario parallelo che funzionava come debito fuori bilancio. L’impostazione ha creato intenzionalmente l’illusione di un pranzo gratis: ha nascosto il costo per il governo, poiché ai fini della contabilità europea i crediti sarebbero apparsi solo come entrate fiscali perse piuttosto che come nuova spesa.

Gli appaltatori spesso gonfiavano i costi di ristrutturazione; ad esempio, un progetto da 50.000 € poteva essere dichiarato come 100.000 €. La banca acquistava il credito d’imposta da 110.000 € quasi al valore nominale, consentendo all’appaltatore di intascare la differenza, a volte condividendola con il proprietario della casa. A volte,  non veniva eseguito alcun lavoro , nel qual caso, le fatture per lavori inesistenti su edifici falsi erano uno strumento perfetto per la criminalità finanziaria organizzata.

I costruttori andavano in giro offrendo soldi alle persone per ristrutturare le loro case. Un programma inizialmente preventivato a 35 miliardi di euro finirà per costare ai contribuenti italiani  220 miliardi di euro , circa il 12% del PIL. I costi annuali sono aumentati vertiginosamente dall’1% del PIL nel 2021, al 3% nel 2022 e al 4% nel 2023. Solo 495.717 abitazioni sarebbero state ristrutturate, il che significa che il costo medio del programma era di circa 320.000 euro a casa.

Riccardo Fraccaro, avvocato, politico del Movimento Cinque Stelle, seguace della Modern Monetary Theory e ideatore del SuperBonus, vedeva nel programma un modo per spingere un’espansione fiscale nel rispetto delle norme UE. Progettando il Superbonus come un sistema di crediti d’imposta trasferibili, Fraccaro e i suoi consulenti cercarono di creare uno strumento finanziario parallelo che non si registrasse immediatamente come debito pubblico.

La Commissione [europea] ha approvato l’inserimento del Superbonus nel PNRR italiano dopo la sua progettazione, pur sapendo che tale programma prevedeva un sussidio del 110%.

Quando il deficit italiano è schizzato alle stelle nel 2023 a causa del Superbonus, passando da un previsto 5,5% all’8% del PIL, non c’è stato panico sul mercato. Gli spread obbligazionari italiani sono rimasti contenuti, grazie al Transmission Protection Instrument (TPI) della BCE, che ha rassicurato gli investitori senza che la BCE dovesse nemmeno intervenire. Rimuovendo il vincolo della disciplina di mercato, la BCE ha permesso al Superbonus di persistere molto più a lungo di quanto avrebbe altrimenti fatto.

Gli stessi meccanismi concepiti per proteggere l’euro potrebbero ora indebolirlo. Quando la BCE interviene per impedire la pressione del mercato sui titoli sovrani, rimuove una forza disciplinare cruciale sulle politiche fiscali nazionali, creando incentivi perversi per i politici ad espandere la spesa senza riguardo per la sostenibilità a lungo termine.

 

Nuove regole ridimensionano il programma

L’articolo sopra, scritto il 14 febbraio 2025, è divertente ma datato. Il programma è ancora in atto, ma a una tariffa ridotta.

Nel 2023, l’Italia ha ridotto il programma al 90% gratuito anziché al 110%.

Con l’aumento della spesa statale, il nuovo governo ha annunciato — tramite il Decreto Aiuti Quater e la  Legge di Bilancio 2023  — che ridurrà immediatamente il sussidio al 90%, per poi ridurlo gradualmente nel corso dei prossimi anni (al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025). In sintesi, le principali modifiche al Superbonus 2023 sono:

  • Dal 1° gennaio 2023 la detrazione del Superbonus è stata abbassata dal 110% al 90%.
  • I trasferimenti di crediti non sono più validi, fatta eccezione per i lavori già in corso e con domanda presentata entro il 16 febbraio 2023.

Solo il 65 percento è gratuito

Quest’anno le ristrutturazioni saranno gratuite solo al 65%.

Ma rendere le riparazioni gratuite è abbastanza facile tramite un sistema di tangenti fraudolente che prevede un ricarico fittizio del 35%.

 

Il debito pubblico italiano supera i 3 trilioni di euro

Reuters riporta che il debito pubblico italiano supera i 3 trilioni di euro, il livello più alto mai registrato.

Il debito pubblico italiano è aumentato ulteriormente a novembre, superando i 3.000 miliardi di euro (3,1 trilioni di dollari) e raggiungendo un livello record, ha affermato mercoledì la banca centrale della terza economia della zona euro.

La sostenibilità dell’enorme debito pubblico di Roma è da tempo considerata un fattore cruciale per la sopravvivenza della zona euro e l’Italia è stata l’economia più lenta dell’area dall’introduzione della moneta unica, circa 25 anni fa.

Il governo prevede che il debito pubblico del Paese, già il secondo più grande della zona euro dopo la Grecia in rapporto al prodotto interno lordo (PIL), salirà a circa il 138% del PIL nel 2026, dal 135% del 2023.

Se la crescita economica nel 2025 dovesse attestarsi significativamente al di sotto dell’obiettivo governativo dell’1,2%, come previsto dalla maggior parte degli analisti, il rapporto debito/PIL è destinato ad aumentare ulteriormente.

Roma, sottoposta lo scorso anno alla procedura per i disavanzi eccessivi dell’Unione Europea, spera di riportare il proprio deficit al di sotto del limite massimo del 3% del PIL stabilito dall’UE nel 2026, dal 3,8% previsto l’anno scorso e dal 7,2% nel 2023.

Fonte: https://mishtalk.com/economics/italy-hands-out-110-percent-free-home-renovations-guess-what-happened/

 

Quindi, ogni qual volta guardando il nostro reality d’oltre oceano ci viene da ridere, consideriamo il fatto che, probabilmente, il reality che stiamo facendo noi è ben più ridicolo, per loro, e drammatico, per noi.

110%, eh? Ma ci voleva tanto a capirlo???

 

Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche» 

 

 

 

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1 commento

  1. Roberto

    É una rappresentazione deformata della bontà dei crediti fiscali in se stessi, che ora vengono riproposti in chiave europea. Il super bonus é stato strutturato male per arco temporale esiguo e per aver favorito soprattutto il ceto alto con ville e proprietà di lusso. Un vero green andava fatto con la canapa ignifuga. I crediti fiscali vengono criticati dai potentati finanziari che in tal caso perdono profitti con la classica moneta debito agli Stati sovrani. Nel frattempo la vera bolla finanziaria creata dalla cartastraccia privata é fuori controllo. Fatto 100 il pil mondiale, i debiti mondiali assommano a 300. I conti non tornano. Tutti i crediti fiscali dovrebbero essere cedibili senza cedere al ricatto dei prestatori prestigiatori di moneta privata usurpata ai cittadini che ne creano il valore con le proprie attività lavorative.

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