Gli sviluppi recenti del conflitto ucraino ci costringono a una riflessione profonda sulle reali motivazioni e gli obiettivi che hanno guidato le scelte dei principali attori coinvolti. È giunto il momento di fare i conti con alcune scomode verità.
Le Promesse Infrante
Nel corso di questi anni di conflitto, abbiamo assistito a un progressivo scollamento tra le aspirazioni iniziali e la realtà sul campo. Gli obiettivi dichiarati – l’adesione alla NATO, il recupero integrale dei territori occupati, l’indebolimento della Russia – si sono rivelati sempre più irraggiungibili.
Le Responsabilità di Zelensky
Il presidente ucraino si trova ora in una posizione estremamente delicata. Dovrà rendere conto delle sue scelte, in particolare della decisione di abbandonare la via diplomatica dopo i colloqui di Istanbul nella primavera del 2022. In quel momento, esisteva una concreta possibilità di preservare la sovranità ucraina e ottenere il ritiro delle truppe russe, senza il devastante tributo di vite umane che è seguito.
I recenti arresti di alti ufficiali militari e il licenziamento del generale Zaluzhny appaiono come tentativi di trovare capri espiatori, ma difficilmente basteranno a placare le domande della popolazione ucraina. Particolarmente significativa è la testimonianza dei soldati che hanno difeso il loro ex comandante, evidenziando le carenze di uomini e risorse piuttosto che presunte negligenze dei vertici militari.
Il Ruolo degli Stati Uniti
L’amministrazione Biden non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Le dichiarazioni di Eric Green del Consiglio per la sicurezza nazionale rivelano una discrepanza significativa tra la retorica pubblica e gli obiettivi reali: se l’intento non era mai stato quello di recuperare i territori occupati, perché spingere l’Ucraina verso una controffensiva che si sapeva destinata al fallimento?
Le Domande Inevase
Emergono interrogativi fondamentali:
- Perché si è scelto di abbandonare la via diplomatica quando esisteva una possibilità concreta di accordo?
- Quale era il vero obiettivo del sostegno americano, se non il recupero dei territori?
- Come si giustifica il costo umano di questa strategia?
Una Riflessione Necessaria
La situazione attuale dell’Ucraina – con risorse umane e materiali sempre più scarse – rende ancora più urgente un’analisi critica delle scelte fatte. Le parole di Marco Rubio sulla carenza non di fondi ma di ucraini disponibili a combattere evidenziano la tragica realtà di un paese che sta pagando un prezzo insostenibile.
Conclusioni
Il conflitto ucraino rischia di rivelarsi non solo una tragedia umanitaria ma anche un esempio di come le ambizioni geopolitiche possano prevalere sul benessere delle popolazioni coinvolte. È tempo che sia Biden sia Zelensky forniscano risposte chiare sulle motivazioni che hanno portato a privilegiare una strategia che ha causato così tante perdite, quando esistevano alternative potenzialmente meno distruttive.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»
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