Recentemente Vodafone ha segnato un momento storico nelle telecomunicazioni effettuando la prima videochiamata satellitare al mondo utilizzando un comune smartphone. Nessun dispositivo speciale, nessun modulo aggiuntivo: solo un telefono standard connesso a un satellite in orbita terrestre bassa. Un passo che potrebbe cambiare radicalmente il concetto stesso di connettività globale, ma che solleva anche una serie di interrogativi tecnici e strategici.
Come Funziona?
L’esperimento è stato realizzato grazie alla collaborazione con AST SpaceMobile, un’azienda che sviluppa satelliti in orbita bassa capaci di connettersi direttamente ai telefoni cellulari. In particolare, il satellite BlueBird ha permesso di effettuare una videochiamata con velocità di trasmissione fino a 120 Mbps.
Questa, che è la prima videochiamata satellitare al mondo utilizzando uno smartphone standard, è stata effettuata il 29 gennaio 2025. In questa occasione, l’ingegnere Rowan Chesmer, situato nelle montagne del Galles, ha contattato la CEO di Vodafone, Margherita Della Valle, utilizzando il servizio satellitare di AST SpaceMobile.
Questa innovazione punta a risolvere il problema della copertura mobile nelle zone rurali e remote, eliminando l’esigenza di infrastrutture terrestri costose e spesso poco sostenibili.
Pro: Opportunità e Vantaggi
- Copertura Universale: Aree prive di segnale, come montagne, oceani e regioni scarsamente popolate, potrebbero finalmente accedere a una rete stabile e affidabile.
- Riduzione della Dipendenza da Torri e Fibra: La necessità di costruire infrastrutture terrestri diminuirebbe drasticamente, con una riduzione dei costi di espansione della rete.
- Sicurezza e Emergenze: La possibilità di connettersi ovunque potrebbe salvare vite umane in situazioni di emergenza.
- Inclusione Digitale: Paesi in via di sviluppo potrebbero beneficiare di una connessione più stabile senza investimenti infrastrutturali insostenibili.
- Alternativa al 5G: La possibilità di effettuare chiamate satellitari potrebbe ridurre la necessità di installare milioni di ripetitori e antenne 5G, il che potrebbe rassicurare coloro che vedono questa tecnologia con timore o diffidenza.
Contro: Limiti e Problemi da Risolvere
- Costo del Servizio: Resta da capire quanto un servizio del genere possa essere economicamente accessibile su larga scala.
- Capacità di Banda: I satelliti in orbita bassa hanno una capacità limitata rispetto alla fibra e alle reti terrestri, con il rischio di congestione in caso di diffusione di massa.
- Latenza e Stabilità: Sebbene migliori rispetto ai satelliti geostazionari, i sistemi LEO (Low Earth Orbit) potrebbero non garantire la stessa esperienza di rete delle infrastrutture terrestri nelle aree urbane.
- Regolamentazione e Privacy: L’utilizzo di reti satellitari per le comunicazioni mobili potrebbe sollevare questioni legali e di sicurezza nazionale.
- Impatto Ambientale: Il lancio e la gestione di migliaia di satelliti potrebbero aumentare il rischio di detriti spaziali e compromettere la sostenibilità dell’orbita terrestre bassa.
- Dipendenza dalle Condizioni Meteo: Le connessioni satellitari possono essere influenzate da fenomeni atmosferici come tempeste solari e perturbazioni magnetiche, rendendole potenzialmente meno affidabili in alcune situazioni.
Il Futuro: Satelliti e 5G, Complementari o in Concorrenza?
Se da un lato il 5G continua a espandersi e a offrire connessioni sempre più veloci e performanti, dall’altro le soluzioni satellitari potrebbero rappresentare il tassello mancante per garantire una copertura totale, soprattutto nelle aree dove l’infrastruttura terrestre non arriverà mai.
La convergenza tra le due tecnologie potrebbe dare vita a una rete ibrida, in cui il 5G dominerebbe le aree urbane e suburbane, mentre i satelliti garantirebbero connessioni mobili in zone remote. Tuttavia, con il 6G all’orizzonte, che promette velocità e capillarità senza precedenti, i satelliti dovranno evolversi ulteriormente per mantenere la loro rilevanza.
Cos’è il 6G?
Il 6G rappresenterà la prossima evoluzione delle telecomunicazioni e si prevede che arriverà sul mercato entro il 2030. Le caratteristiche chiave includeranno velocità di connessione nell’ordine dei terabit al secondo, una latenza prossima allo zero e una maggiore efficienza energetica.
Inoltre, il 6G integrerà tecnologie come l’intelligenza artificiale e la comunicazione quantistica, offrendo connessioni più sicure e affidabili. Tuttavia, l’infrastruttura necessaria sarà estremamente complessa e costosa, e ancora non è chiaro se potrà realmente sostituire o integrare il modello ibrido tra 5G e satelliti che sta emergendo ora.
Conclusioni
La chiamata satellitare di Vodafone non è solo un esperimento tecnico, ma una dichiarazione d’intenti sul futuro della connettività globale. Resta da vedere se si tratta di una vera rivoluzione o di una semplice dimostrazione tecnologica destinata a rimanere di nicchia. Quello che è certo è che il futuro delle telecomunicazioni sarà sempre più privo di confini.
Carlo Makhloufi Donelli
Nato a Villerupt (F) il 12.02.1956 – Studioso e Ricercatore in fisica quantistica applicata a biologia molecolare e neuroimmunologia – Membro del board di ricerca scientifica di diverse organizzazioni nazionali ed internazionali – Ideatore e Coordinatore del progetto EDIPO «Eliminazione isole di plastica oceaniche»
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