Care iscritte e cari iscritti,
fin dalla sua nascita il Sindacato FISI onora il suo mandato ogni giorno per la tutela degli iscritti e del diritto al lavoro.
Nel far ciò non ha mai badato al colore della maggioranza politica al Governo e si è disinteressata dei tentativi di condizionamento che sono stati fatti, distinguendosi in tal senso dai principali sindacati che invece hanno abdicato alla propria identità in favore del potere politico e finanziario.
Nel corso della c.d. “pandemia COVID-19” gestita dal Governo Conte-bis e poi Draghi, la FISI ha proseguito in coerenza con la sua missione contestando l’ingiustizia, l’illegittimità e l’illegalità di provvedimenti adottati con sacrificio irragionevole e sproporzionato del Lavoro.
Abbiamo organizzato eventi divulgativi, manifestazioni, sit-in e proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero generale per notificare al Governo e ai datori di lavoro la protesta dei lavoratori sospesi dal lavoro e dalla retribuzione solo per aver rifiutato di assumere farmaci inefficaci e rischiosi perché ancora sperimentali.
Le ferite inferte al tessuto lavorativo e sociale sono ancora profonde, e gli effetti permangono ancora dopo oltre 4 anni; perciò, il Sindacato comunica di aver affidato agli esperti dell’Associazione Avvocati Liberi la presentazione di un’azione giurisdizionale tesa a far dichiarare la natura discriminatoria di quelle disposizioni che hanno violato il principio di parità di trattamento e la dignità economica e sociale dei lavoratori.
Dal 01/04/2021 al 31/11/2022 sono stati sottratti lavoro e retribuzioni (e tutti gli emolumenti connessi e collegati) ed è giusto che questi siano restituiti e i danneggiati risarciti.
Andrebbe fatta una azione collettiva per la restituzione dei soldi “rubati” ai docenti sospesi.
Anche ai sanitari! Si, andrebbe fatta. Anche perché farla singolarmente ha un costo che, con gli stipendi che danno, è difficile affrontare.