PRESENTATO PARERE AL SENATO SULLA FORMAZIONE CONTINUA E OBBLIGATORIA DEI DOCENTI

da | Mag 29, 2022 | Attualità, Iniziative | 0 commenti

La FISI ha presentato un’osservazione nell’ambito delle audizioni indette dalle Commissioni Affari Costituzionali e Istruzione del Senato in relazione alla conversione in legge del ddl 2598 recante “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Con particolare riferimento all’art. 44, avente ad oggetto la novella dell’istituto della formazione iniziale e continua dei docenti delle scuole secondarie, il sindacato ravvisa dubbi di costituzionalità perché sembra prefigurarsi un modello di formazione unitaria errato nel presupposto e che darà luogo, certamente, a forti tensioni sociali.

Tanto per iniziare, la formazione continua obbligatoria affidata alla Scuola di alta formazione dell’istruzione sottrae ai docenti qualsiasi libertà ed autonomia nella scelta del proprio percorso formativo. Tende ad omogeneizzare tali percorsi rendendoli collettivi, comuni ed indifferenziati del tutto dimenticando il valore della esperienza umana e tradotta sul campo dai docenti.

Fra l’altro non si comprende a chi sono affidate le iniziative formative, quali sono gli impegni relativi alla formazione incentivata ed alla formazione obbligatoria, chi ne stabilisce entità. Se tali iniziative formative sono svolte fuori dall’orario di insegnamento come sono retribuite? Chi decide il percorso formativo adatto? Orbene se tali quesiti sono posti per lo sviluppo della formazione dei docenti in riferimento alla elaborazione e formazione di maggiori competenze linguistiche e digitali, ancora di più si pone il quesito in merito allo sviluppo delle metodologie didattiche innovative sottratte al docente ed eteroindirizzate, per giunta con corsi di formazione indetti non si sa da chi e non si sa perché. Tutto ciò sembra molto pericoloso.

I percorsi universitari pre e post concorsuali più in generale affidano alla competenza del personale universitario la disciplina della maggiore preparazione all’approccio tecnico e fattuale del futuro docente, competenza sul campo che non ha. Non sarebbe preferibile potenziare l’autonomia dei docenti affidando ai singoli dirigenti ed ai singoli collegi, la disciplina delle attività formative indispensabili prevedendo figure interne al corpo docente più vicine alla figura del tutor magari incentivandoli ed affidando a docenti di comprovata esperienza ed anzianità il compito primario formativo anziché destinarlo a competenze esterne universitarie o di scuole di formazione che sottraggono ai docenti autonomia? Tali esperienze non incentivano economicamente e vanno ad ingrassare il vario mondo della formazione, dell’università (di cui per decenza si tacciono i metodi per le cariche).

Siamo così certi che le competenze dei docenti in carica per plesso ed istituto non siano in grado di autodeterminarsi secondo le proprie esigenze e che sia necessaria una eterodirezione formativa?

Se ciò non bastasse, si fa un generico riferimento alla base volontaria rispetto all’immediato anno scolastico 2023/2024, ma diventa difficile comprendere l’elemento retributivo accessorio riconosciuto al docente che supera il percorso formativo, chi lo determina e sulla base di quali criteri. Si tende a trattare il docente come un minus habens. Incerta è la determinazione del carico retributivo straordinario né è utile rimettere alla contrattazione collettiva un elemento fra l’altro variabile, a seconda dei limiti di spesa a bilancio, e pretederminandosi i criteri per la formazione di concerto con il ministero dell’economia, ma non si stanno confondendo i piani?

Il modello di formazione proposta determina un poco chiaro percorso formativo sui vincitori di concorso con una proposta di riforma che prevedrebbe la sottoscrizione di un contratto di supplenza con l’ufficio scolastico regionale a cui afferisce l’istituzione scolastica scelta con il completamento del percorso accademico, con oneri a proprio carico (SIC), con dubbi sulla legittimità Costituzionale.

Si sta prefigurando una scuola dove gli studenti devono essere tutti promossi e dove i docenti rischiano ogni anno di essere bocciati.

Ciro Silvestri

audizione fisi DDL 2598

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